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giu

L’album di Milano, una mostra di Emilio Giannelli

Si è conclusa a Milano, nei giorni scorsi, una interessante e quanto mai originale mostra, organizzata da “La Rinascente”, che festeggia quest’anno i 150 anni dalla sua fondazione da parte dei fratelli Bocconi. Un progetto di Giangiacomo Schiavi e del «Corriere della Sera», in collaborazione con la Banca Popolare di Milano.

Si tratta di 150 vignette,  disegnate dal geniale artista Giannelli e pubblicate nel tempo sul Corriere della Sera, che rievocano altrettanti  personaggi che hanno fatto la storia di Milano del recente passato.

L’album con i centocinquanta personaggi visti da Giannelli, sono rimasti esposti dal 4 al 16 di giugno, al Techno Souq, installazione artistica realizzata dallo Studio Cibicworkshop in via Santa Radegonda, alla destra dei  grandi magazzini de “La Rinascente”, per ospitare iniziative di diverso genere nel corso di EXPO 2015.

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E qui, grazie a schermi interattivi, il pubblico ha avuto l’opportunità di poter sfogliare le pagine dell’album, con le 150 figure disegnate da Emilio Giannelli, dei personaggi che hanno reso Milano città dinamica e d’avanguardia celebre nel mondo. A sette di loro (F. Bocconi, S. Borletti, O. Missoni, B. Munari , M. Melato, G. Ponti e A. Castiglioni) sono stati dedicati anche degli approfondimenti video.

Ho avuto occasione di visitare la mostra, con mia moglie, la mattina del 10 giugno e mi sento di poter esprimere un giudizio estremamente positivo, non solo per l’originalità dell’iniziativa, ma per tutto un insieme di fattori, che hanno reso l’evento davvero unico, a cominciare dalla location presso il Techno Souq, all’aperto, sotto La Rinascente, a fianco del Duomo di Milano.

E, poi, la bravura e l’ingegno di Giannelli, le cui vignette sul Corriere della Sera possono definirsi ad ogni effetto una vera e propria istituzione per i lettori, in quanto consentono, a colpo d’occhio, di comprendere ogni mattina lo stato dell’arte e la situazione politico economica italiana e del mondo.

Non un semplice album in versione cartacea, dunque, ma figure di personaggi che si sfogliano  in touch screen: dodici schermi touch per scorrere le immagini di Giannelli e far  rivivere la Milano di altri tempi, che correva prepotentemente verso l’Europa con i grandi nomi che hanno fatto la sua storia, dal Risorgimento in poi. Sono i pionieri, protagonisti ed artefici di una città che ha partecipato a pieno titolo allo sviluppo dell’intero continente europeo. Già moderna allora, Milano, grazie alla forza unica e straordinaria di quegli uomini che l’hanno accompagnata, spinta, nutrita intrecciando spirito scientifico, solidarietà e vocazione imprenditoriale.

Per 150 personaggi fissati su carta dalla matita di Emilio Giannelli, ce ne sarebbero forse almeno altrettanti ancora da disegnare, ma limitiamoci per il momento a scorrere soltanto qualcuno degli approfondimenti proposti dalla mostra. E scegliamo… a caso … Ferdinando Bocconi, ospite d’onore della mostra.

“Ferdinando Bocconi, simbolo della Milano che univa in prodigiosa sintesi cultura, pragmatismo e crescita economica. L’imprenditore, che nel 1902 fondò l’Università commerciale intitolata a suo figlio Luigi, cominciò con il commercio ambulante in stoffe, poi aprì una piccola bottega proprio lì, in via Santa Radegonda. Cinque anni dopo si trasferì verso Porta Nuova, per ingrandirsi. Nel 1877 acquistò l’Hotel Confortable, trasformandolo in un grande magazzino per la vendita di ogni genere di tessuti per l’abbigliamento e per l’arredo, come ne esistevano a Londra e a Parigi. La Milano che guardava all’Europa, eccola qua. Il manifatturiero aveva un posto di primo piano nella storia industriale del Paese. Grandi fabbriche, borghesia illuminata: Milano era crocevia delle nuove professioni. Si ritorna indietro, agli anni in cui Giuseppe Mengoni progettò la Galleria Vittorio Emanuele e la Bpm trovò la sua sede in piazza Meda. Erano tempi incredibili. Nel 1871 esposizione universale ai giardini di via Palestro, nel 1906 la prima «in grande». A Milano si chiedeva di fare leva sulle sue radici profonde per essere una città dal passo svelto e aperto, sempre più moderna. Le si chiedeva cioè di rassicurare con la sua storia, ma anche di produrre discontinuità, innovazione, progresso continuo. È quello che fecero gli industriali. Come Senatore Borletti, disegnato da Giannelli con i suoi importanti moustaches che sembravano sorridere e la mano solidamente appoggiata sul tavolo. Nel 1917 rilevò l’attività dei Bocconi e ricostruì, dopo un terribile incendio, un nuovo edificio, battezzandolo La Rinascente, da un’idea di Gabriele d’Annunzio. Il dna di Milano è questo. Sta lì, in quei nomi grandi della sua borghesia. Che sono il passato, ma anche un’ipotesi di futuro.


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