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set

Contadini e Braccianti nel Gargano dei Briganti

Una bella serata di fine estate per assistere a Poggio Imperiale alla presentazione del libro “Contadini e Braccianti nel Gargano dei Briganti” di Michele Eugenio Di Carlo, Edizioni del Poggio.

La stimolante manifestazione culturale, patrocinata dal Comune di Poggio Imperiale, Edizioni del Poggio, Avis Comunale e Centro Studi Territoriale – Simposio Culturale, si è svolta sabato 5 settembre 2015, alle ore 19,00, presso la Sala Teatro (ex palestra) di via Oberdan.

Dopo i saluti di rito del Sindaco Dott. Alfonso D’Aloiso e dell’Editore Dott. Giuseppe Tozzi, ha preso la parola la Prof.ssa Antonietta Zangardi, scrittrice e ricercatrice storica, che ha sviluppato una chiara, coinvolgente ed esaustiva relazione, inquadrando il fenomeno del c.d. brigantaggio nel contesto storico di riferimento, oltre che geografico, soffermandosi in particolare sui fatti, circostanze e personaggi dell’area del Gargano e della Capitanata, Poggio Imperiale compreso. Una vera e propria guerra civile che comportò la “militarizzazione” del territorio da parte dei Piemontesi per sconfiggere le “bande dei briganti”, tra cui quella capeggiata da Angelo Maria Del Sambro, di San Marco in Lamis, detto “Lu Zambre”, che viene tradito e quindi catturato e fucilato davanti a tutto il popolo e tante altre, tra le quali quella guidata dal terranovese Leonardo D’Aloia, ucciso il 7 novembre 1862 in agro di Poggio Imperiale.

Sono seguiti poi gli interessanti interventi del giornalista e scrittore (viestano) Saverio Cioce della Gazzetta di Modena, che ha peraltro curato anche la postfazione del libro, e dello scrittore e storico Giuseppe Osvaldo Lucera, direttore della collana “Controstoria” delle Edizioni del Poggio.

E, in conclusione, la puntuale relazione dell’autore del libro Prof. Michele Eugenio Di Carlo, il quale ha illustrato con dovizia di particolari i passaggi, gli indizi e le percezioni che lo hanno indotto ad intraprendere le non facili ricerche intorno ad una tematica molto delicata, che i libri di storia e la politica hanno forse volutamente inteso ignorare. Uno spaccato storico che parte dalla caduta del Regno delle Due Sicilie fino ad approdare ai fatti accaduti a Vieste il 27 e 28 luglio 1861, in un quadro di avvenimenti a dir poco tragici e costellati di morti ammazzati, soprusi e violenza.

L’evento è stato altresì allietato da canzoni e versi del Sud, che hanno intervallato i diversi interventi dei relatori, rendendo così la serata davvero gradevole, sotto l’aspetto artistico e culturale. Ha cantato Stefania Cristino, accompagnata da Primiano Schiavone e Gino Maselli, mentre i versi sono stati declamati da Rossella Gravina, Titta Romano e Nicla Simeone del Simposio Culturale del Centro Studi Territoriale di Poggio Imperiale.

Un’autentica lezione di “storia patria” che ha interessato il Meridione d’Italia ovvero il Regno delle Due Sicilie, compreso naturalmente il nostro territorio del Gargano e della Capitanata in particolare. Una storia vista, questa volta, dalla parte dei “vinti”, quella classe sociale meno abbiente rappresentata proprio dai contadini e braccianti che più di tutti gli altri hanno subito le conseguenze peggiori, fino alla sopraffazione, e fatti poi passare per delinquenti … e “briganti”.

Persone leali e fedeli ai loro ideali, che lottavano unicamente per contrastare angherie ed abusi perpetrati non solo da una potenza straniera che aveva arbitrariamente occupato il loro territorio, ma anche e soprattutto da una classe dominante locale, i cosiddetti “galantuomini”, capace di cambiare casacca ad ogni pie’ sospinto pur di mantenere inalterati i loro privilegi.

In altri tempi ed in altre circostanze, gli uomini che ebbero il coraggio di ribellarsi non furono definiti briganti, ma vennero invece acclamati come eroi della patria, partigiani ed altro ancora.

Un libro, questo di Michele Eugenio Di Carlo, che restituisce alla storia quel minimo di verità su tanti misfatti e mistificazioni sui quali si è voluto stendere un velo pietoso, impedendo così alle future generazioni di conoscere la verità su quello che è veramente accaduto all’epoca dell’Unità d’Italia, soprattutto nell’Italia Meridionale.

Ma tutto questo, senza alcun fine rivendicativo; traspare infatti dagli scritti del Di Carlo solo l’esigenza di rendere pubblici e divulgare fatti, testimonianze, ricerche e verità sui quali si è taciuto per tanti anni … un secolo e mezzo!

Un lavoro che va ad aggiungere un ulteriore tassello alla storia del nostro passato e delle nostre radici, e che meriterebbe di essere opportunamente divulgato a livello scolastico, per offrire ai giovani l’opportunità di sapere che esiste anche un’altra storia … quella che non ci è stata mai raccontata veramente.


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