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09/09/2010 @ 2.29.33
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Benvenuto nel Blog di "Pagine di Poggio Imperiale"

 

 
Di Lorenzo (del 06/09/2010 @ 15:31:33, in Eventi, linkato 12 volte)

L’Associazione Culturale Terra Nostra Onlus di Poggio Imperiale ha pubblicato sul proprio Sito: http://www.terranostraonlus.eu/  le motivazioni dei tre premi conferiti nella 3ª Edizione del Premio “Spiga d’oro 2010” del 26 giugno 2010, che vengono di seguito riportate.

 

"Premio Nazionale “Spiga d’Oro”

 DELIO ROSSI

 Allenatore del Palermo Calcio

 

Con la seguente motivazione:

"Professionista competente e geniale. Sa organizzare ed amalgamare i giocatori delle squadre da lui gestite, inculcando in essi il rispetto delle regole ed il rigore sportivo. Lungimirante e rapido nelle decisioni, perspicace ed efficiente nell’attuare le tecniche ed i sistemi di gioco e nel salvaguardare le capacità professionali proprie e degli atleti sotto la sua tutela. Sa affrontare le varie problematiche e sa gestire con moderne tecniche le gare e i vari incontri sportivi, dimostrando di possedere senso del dovere e grande professionalità. Grazie alle scelte serie e rigorose, all’orgoglio equilibrato e fiero, rappresenta una solida realtà nello sport italiano"....

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Di Lorenzo (del 12/08/2010 @ 18:18:23, in Ricorrenze, linkato 22 volte)

Il Sito/Blog www.paginedipoggio.com compie il suo secondo anno di vita!

Gli argomenti finora trattati sono quelli ripartiti nelle seguenti “sezioni”:

Curiosità (3)

Ddummànne a l’acquarùle se l’acqu’è fréscijche (9)

Divagazioni (10)

Eventi (19)

Fatti & Misfatti (1)

Ricorrenze (4)

Storia (7)

Viaggi (12)

Work in progress (1)

Questa la classifica degli articoli più “cliccati”:

Lo “sciroppo d’acero” canadese (pubblicato in Viaggi, linkato 1658 volte)

YAD VASHEM IL MUSEO DELL’OLOCAUSTO DI GERUSALEMME: la didascalia contestata. (pubblicato  in Viaggi, linkato 1277 volte)

A Milano “folgorati” dalla “Conversione di Saulo” del Caravaggio. (pubblicato in Eventi, linkato 968 volte)

MASADA, la fortezza erodiana: il mistero del suicidio collettivo (pubblicato in Viaggi, linkato 813 volte)

La stella di Betlemme (pubblicato in Viaggi, linkato 748 volte)

L’ORO DELL’ANIMA - Antiche “Icone Russe” esposte per la prima volta in Italia e in Europa (pubblicato  in Eventi, linkato 650 volte)

Liquori di agrumi del Gargano: il “LIMOLIVO” e il “LIMONCELLO”. (pubblicato in Divagazioni, linkato 641 volte)

Ma cosa sta succedendo a “Torre Fortore - Lesina Marina“ e a “Torre Mileto” ? (pubblicato in Divagazioni, linkato 627 volte)

QUMRAN: IL MISTERO DEI ROTOLI DEL MAR MORTO (pubblicato in Viaggi, linkato 611 volte)

Perché a Milano il Carnevale…continua anche dopo il martedi grasso? (pubblicato in Eventi, linkato 537 volte)...

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Di Lorenzo (del 10/08/2010 @ 16:35:58, in Curiosità, linkato 27 volte)

Alla lettera, le “Perseidi” - chiamate anche "Lacrime di San Lorenzo" - sono lo “Sciame meteorico radiante della Costellazione di Perseo, che si può osservare, di notte, tra il 9 e l’11 agosto” [Il Nuovo Zingarelli, Zanichelli Editore].

La notte del 10 agosto, ogni anno, gli occhi degli italiani nel mondo si rivolgono speranzosi al cielo, per cogliere al volo una stella cadente.

Se scientificamente la caduta delle stelle è da imputarsi al passaggio, all'interno dell'orbita visiva terrestre, degli asteroidi della costellazione Perseo (detti appunto Perseidi), culturalmente la pioggia di stelle è stata elaborata in modo più poetico.

Questa notte è infatti, da tempi immemori, dedicata al martirio di San Lorenzo, dal III secolo sepolto nell'omonima basilica a Roma, e le stelle cadenti sono le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli, e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando un'atmosfera magica e carica di speranza.

In questa notte, infatti, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca "Stella, mia bella stella, desidero che…", e si aspetta l'evento desiderato durante l'anno.

Nella tradizione popolare, le stelle del 10 agosto sono anche chiamate "fuochi di San Lorenzo", poiché ricordano le scintille provenienti dalla graticola infuocata su cui fu ucciso il martire, poi volate in cielo.

Anche se in realtà San Lorenzo non morì bruciato, ma decapitato, nell'immaginario popolare l'idea dei lapilli volati in cielo ha preso piede, tanto che ancora oggi in Veneto un proverbio recita "San Lorenzo dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti". ...

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Di Lorenzo (del 06/08/2010 @ 16:12:16, in Ricorrenze, linkato 50 volte)

Il giorno 16 di luglio di ogni anno viene festeggiata a Poggio Imperiale la ricorrenza della festività della Beata Vergine del Carmelo, detta anche Madonna del Carmine.

Una devozione che risale al “tempo dei tempi” e che trova le sue radici nel culto della Madonna “protettrice dei muratori”, ma che coinvolge da sempre l’intera popolazione.

I festeggiamenti si svolgono in forma solenne con la celebrazione della Santa Messa seguita da una processione per le vie del paese con la statua della Madonna portata a spalle da squadre di “muratori” che, a turno, si danno il cambio.

Numerosi i fuochi di artificio che accompagnano la processione lungo tutto il percorso.

In serata, il consueto intrattenimento musicale in piazza e puntualmente a mezzanotte lo spettacolo di fuochi pirotecnici all’interno del campo sportivo comunale.

Le processioni

<< L’usanza di uscire per le strade portando in processione le icone e le statue di Maria e dei Santi scaturisce dal sentimento religioso popolare, che vuole esternare la propria devozione verso i “celesti patroni” e mettere sotto la loro protezione il paese, il quartiere o l’intera città. Mentre una mentalità razionalista ritiene le processione come “residuo di usi barbarici”, il “Direttorio su pietà popolare e liturgia”, pubblicato nel 2002 dalla Congregazione per il culto divino, la considera “espressione culturale di carattere universale e di molteplice valenza religiosa e sociale”. Riempite di contenuti cristiani, le processioni sono entrate fin dall’antichità nella liturgia. Per esempio, nel VII secolo il Papa Sergio I stabili per le quattro feste della Candelora, dell’Annunciazione, dell’Assunta e della Natività una processione notturna dal Foro Romano a Santa Maria Maggiore, dove si celebrava l’Eucaristia. Altre processioni sono entrate nel ciclo liturgico annuale, tra le più importanti quelle della Domenica delle Palme e del Corpus Domini. ...

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Di Lorenzo (del 28/07/2010 @ 23:55:01, in Viaggi, linkato 82 volte)

Mi sono avventurato con mia moglie, nei giorni scorsi, alla ricerca della Basilicata Antica, della Storia e dell’Archeologia, in una terra i cui uomini risultano affini per cultura alla gente di Puglia.

VENOSA (la città di Orazio)

Sorge su uno sperone di origine vulcanica, a valle del monte Vulture; cittadina dalle antiche origini e dagli illustri testimoni, fonte di grande fascino per le lunghe vicende storiche che l’hanno segnata e per i suoi monumenti densi di mistero. Secoli di storia, racchiusi in uno splendido borgo, patria del grande Orazio, uno dei maggiori poeti dell’epoca romana, e di Carlo Gesualdo Principe di Venosa del periodo rinascimentale. “Città del vino” per la produzione del noto “Aglianico”, Venosa è annoverata tra i “Borghi più belli d’Italia”.

L’itinerario archeologico

Si parte dal “Parco Archeologico” dove sono visibili le terme, la”domus”, il complesso episcopale e i resti dell’Anfiteatro, testimonianza di una continua occupazione dalla fase repubblicana romana all’età medioevale inoltrata. Accanto al parco archeologico si sviluppa il “complesso della SS. Trinità”, uno tra i più interessanti monumenti dell’Italia meridionale che ospita la tomba di Roberto il Guiscardo, dei suoi fratelli e della prima moglie Aberada. La chiesa vecchia, sorta in età paleocristiana su tempio pagano e ampliata a partire dell’ultimo quarto dell’XI secolo con la chiesa nuova – rimasta incompiuta – è un capolavoro dell’architettura benedettina. Nelle vicinanze, si trovano le Catacombe ebraico-cristiane, scoperte nel 1853, ma già conosciute nel IX secolo, articolate in vari nuclei di notevole interesse storico e archeologico. Infine a nove chilometri dall’abitato, è possibile visitare il Sito Paleolitico di Notarchirico, costituito da un’area museale coperta con numerose testimonianze della presenza umana in epoca preistorica e, sulla strada di ritorno verso la città, la Tomba di Marco Claudio Marcello.

L’itinerario storico religioso

La Venosa antica comincia dalla fontana angioina o dei “Pilieri”, antica porta cittadina da cui si raggiunge il maestoso “Castello Ducale Pirro del Balzo”, che ospita il Museo Archeologico Nazionale con reperti dell’epoca pre-romana fino al tardo impero e ai normanni. Da lì, si può proseguire verso le “antiche fornaci” per giungere alla fontana detta la “Romanesca” e risalire poi fino alla Piazza Orazio Flacco, che ospita il monumento al poeta latino. A seguire “Palazzo Calvini” e la Cattedrale di S. Andrea per arrivare, infine, a quella che la tradizione indica come la “Casa di Orazio”.

MELFI (la città delle Costituzioni)

Cittadina medioevale, nota per essere stata la sede amministrativa dell’imperatore Federico II di Svevia, da cui emanò le famose Costituzioni, si erge maestosa su di una collina raccolta da una cinta muraria unica nell’Italia meridionale. ...

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“Ddummànne a l’acquarúle se l’acqu’è fréscijche”, il libro di Lorenzo Bove sui “Detti, motti, proverbi e modi di dire Tarnuíse”, è giunto alla sua “Seconda Edizione”.

Il volume è stato ristampato nel mese di luglio 2010 da Greco e Greco – Milano per conto di Edizioni del Poggio ed è ora nuovamente disponibile presso il medesimo Editore a Poggio Imperiale, via Marconi, 32/a - Tel. 0882/996033 - Fax 199449200 – Mail:info@edizionidelpoggio.com

PREFAZIONE alla SECONDA EDIZIONE

Nel corso delle vacanze estive 2009 trascorse a Poggio Imperiale, durante una delle tante chiacchierate mattutine scambiate all’atto dell’acquisto del mio consueto quotidiano, l’Editore mi informava che le copie del mio libro “Ddummànn’a l’acquarúle se l’acqu’è frésceke. Detti, motti, proverbi, e modi di dire Tarnuíse”, pubblicato nel mese di luglio dell’anno precedente, erano ormai agli sgoccioli e che bisognava pensare quindi ad una nuova tiratura.

A dire il vero, non sono rimasto sorpreso dal fatto che le copie del libro fossero così rapidamente volate via, e questo perché ero certo, sin dall’inizio, che i “Detti, motti, proverbi, e modi di dire Tarnuíse” avrebbero certamente suscitato l’interesse non solo dei tarnuíse residenti a Poggio Imperiale, ma anche di quelli che si sono trasferiti per motivi professionali, di lavoro, di studio o di famiglia in altre parti dell’Italia e del mondo, e che d’estate fanno solitamente ritorno in paese.

Forse proprio questi ultimi sentono più forte il legame alle radici; quel legame che la lontananza rinforza ed esalta …” in un quadro fantastico dal quale traspare la magia dei ricordi, degli odori e dei sapori della nostra terra”.

Attraverso i “Detti, motti, proverbi, e modi di dire Tarnuíse”, ho cercato di interpretare e dare corpo, per quanto possibile, a tali sensazioni, ricavandone una rappresentazione di ”saggezza della nostra terra che si alimenta alla fonte dei ricordi”.

E, dunque, con questa seconda edizione del libro “Ddummànn’a l’acquarúle se l’acqu’è frésceke. Detti, motti, proverbi, e modi di dire Tarnuíse”, è mio desiderio continuare a trasmettere quelle emozioni che ho personalmente provato nel raccogliere, conservare, ordinare e scrivere … “di un tempo che non c’è più ma che forte mantiene la propria presenza nell’intimo di ogni tarnuèse”, giovane o meno giovane che sia, e chissà se non anche di tante altre persone che tarnuèse non sono, ma che amano comunque apprezzare e valorizzare le tradizioni come patrimonio universale di conoscenza....

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Di Lorenzo (del 19/06/2010 @ 22:26:06, in Curiosità, linkato 65 volte)

“Poggio Imperiale, pane e pomodoro e aria buona”, questa è la traduzione alla lettera dell’antico detto dialettale.

Un’aria buona che è anche sinonimo di longevità … e i “risultati” sono garantiti al cento per cento.

Infatti una nostra compaesana, Maria Giuseppa Robucci, ha recentemente festeggiato il suo 107° compleanno, seguita a ruota da un altro compaesano, Giuseppe Nista, che ha compiuto 101 anni.

Alla lista dei centenari si è ora aggiunta anche Lucia Anzivino che ha compiuto proprio oggi, 19 giugno, i suoi 100 anni e tra pochi giorni, il 24 giugno prossimo per la precisione, Giovanna Galullo ne compirà 99.

Un secolo … cento anni ben portati; i nostri ultracentenari e gli aspiranti tali sono tutti lucidissimi, allegri e simpaticissimi: testimoni della qualità della vita che il contesto ambientale nel suo insieme offre.

Con ben quattro centenari su circa 2800 abitanti, Poggio Imperiale può vantare sicuramente un ambizioso primato in provincia di Foggia e forse anche a livello nazionale, nel rapporto longevità/popolazione residente.

 

 

I centenari di Poggio Imperiale festeggiano i cento anni di Lucia Anzivino (19 giugno 2010)

Da sinistra: Giuseppe Nista (anni 101), Lucia Anzivino (anni 100), Maria Giuseppa Robucci (anni 107) e Giovanna Galullo (anni 99)

Sullo sfondo: Il Vice Sindaco Alberto Caccavo (con fascia tricolore), l'Assessore ai servizi sociali Michela Fina e l’Assessore alla cultura Antonio Mazzarella....

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Di Lorenzo (del 19/06/2010 @ 15:56:36, in Fatti & Misfatti, linkato 67 volte)

Negli Usa, un condannato a morte fucilato dal plotone di esecuzione.

Condannato a morte per aver ucciso due persone nel 1985, Ronnie Lee Gardner, 49 anni, ha preferito il plotone d'esecuzione all'iniezione letale.

L'esecuzione è avvenuta il 18 giugno scorso nella prigione statale di Draper, alle porte del capoluogo dello Utah, Salt Lake City

Lo Utah è l'unico stato Usa che mantiene questa possibilità: le esecuzioni con arma da fuoco sono state sì abolite nel 2004, ma i condannati a morte prima di tale data conservano il diritto di scegliere tra questo metodo e l'iniezione letale.

Ronnie Lee Gardner è stato dichiarato morto a mezzanotte e 20 ora locale (le ore 8.20 italiane).

Il plotone d'esecuzione ha fatto fuoco all'unisono con i fucili Winchester caricati con una cartuccia da caccia grossa ciascuno.

Un membro del plotone, scelto a caso e a sua insaputa tra i cinque uomini del plotone, aveva il fucile caricato a salve: una consuetudine fatta per lasciare a tutti i membri del plotone il dubbio di essere stati realmente responsabili dell'uccisione.

Lo Utah è uno degli stati degli Usa che offre la fucilazione come opzione alternativa all'iniezione letale, e Gardner l'aveva scelta lo scorso 23 aprile.

È stata la prima fucilazione negli Usa negli ultimi 14 anni e la terza negli ultimi 33.

Gardner uccise prima un barista durante un litigio e poi, dopo alcuni mesi, un magistrato, Michael Burdell, durante un tentativo di evasione dall'aula del processo. I familiari di quest'ultimo, che era contrario alla pena capitale, si sono opposti all'esecuzione di Gardner.

Sui giornali italiani

“Il Messaggero” di sabato 19 giugno 2010

Rubrica “Di Primavera”

di Maurizio Costanzo

“Più volte in questi anni abbiamo espresso la nostra assoluta avversità alla pena di morte. Ieri abbiamo letto in una agenzia questo titolo: “Pena di morte: Usa, torna la fucilazione”. Voi sapete che alcuni Stati americani al di là di qualunque pressione dell’opinione pubblica mondiale, hanno mantenuto la pena di morte, vuoi con la iniezione letale oppure con la sedia elettrica e adesso un’altra possibilità: la fucilazione. Uccidere è comunque un crimine, che lo faccia lo Stato o che lo faccia un delinquente”....

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Di Lorenzo (del 11/06/2010 @ 20:59:50, in Divagazioni, linkato 124 volte)

Pittore, incisore e scultore di fama internazionale, ma anche poeta e scrittore.

Giuseppe Bosich nasce a Tempio Pausania (Sassari) in Sardegna nel 1945 e, giovanissimo, si trasferisce in “continente” dove matura e sviluppa le sue brillanti doti artistiche, raggiungendo livelli di straordinaria notorietà.

Le sue opere varcano i confini nazionali toccando le più importanti mete non solo europee ma anche mondiali.

 

Giuseppe Bosich

La via secca e la via umida

(Olio su tela) 150X120

“Sue opere sono nei Musei di Melbourne e di Sidney e in altre citta` in Italia e all’estero” (dall’Enciclopedia della Sardegna, pag. 70).

Fa poi ritorno nella sua amata isola ed attualmente vive e lavora a Ghilarza (Oristano).

Ho avuto il privilegio di conoscere questo geniale artista tanti anni fa; eravamo entrambi molto giovani quando le nostre strade si sono per qualche tempo incrociate in occasione della comune esperienza “a servizio della Patria” in quel di Trieste, Roma, Rimini e Bologna.

Roma, 16.5.1965

Quattro giovani amici in posa sulla terrazza del Pincio

Giuseppe Bosich (secondo da destra) e, a seguire, il sottoscritto (terzo da destra)

Giuseppe Bosich muoveva allora i suoi primi passi nel campo della pittura ed ogni occasione era buona per disegnare e dipingere, mettendo in luce da subito le sue qualità artistiche.

Lo ricordo come un giovanotto estroso, bizzarro, fantasioso, creativo, geniale, stravagante, originale, particolare, singolare.

Certamente non posso dire che fosse o si sentisse un conformista.

Ci siamo poi persi di vista e ognuno di noi ha rincorso, per quanto possibile, le proprie aspettative inseguendo i rispettivi sogni ed aspirazioni. ...

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Di Lorenzo (del 30/05/2010 @ 21:48:44, in Eventi, linkato 201 volte)

Delio Rossi, allenatore di successo del calcio italiano;

Sergio De Nicola, brillante giornalista di RAI Regione;

Lorenzo Bove, ex Dirigente di Rete Ferroviaria Italiana;

questi i personaggi rispettivamente designati quest’anno in ciascuna delle tre sezioni del Premio, scelti tra una rosa di nominativi che avevano ricevuto la “nomination”.

 

 

 

L’Associazione Culturale “Terra Nostra” Onlus di Poggio Imperiale, con il patrocinio del Comune di Poggio Imperiale, dell'Assessorato alla Cultura della Provincia di Foggia, dell'Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, ripropone anche quest'anno il Premio “Spiga d'oro”, giunto alla sua terza edizione.

Il Premio “Spiga d’oro” consta di tre distinte sezioni:

Premio Nazionale “Spiga d’Oro”

Premio “Spiga d’Oro Capitanata”

Premio “Spiga d’Argento Terra Nostra”

Il Premio Nazionale “SPIGA d’Oro” viene conferito ad un personaggio che, a livello nazionale, si è particolarmente distinto contribuendo a valorizzare e diffondere, in Italia e all’estero, il patrimonio e la cultura del cinema, del teatro, della musica e dello sport.

Il Premio “SPIGA d’ORO CAPITANATA” viene conferito ad un personaggio che, nel campo dello spettacolo in tutte le sue forme, dell’arte, della cultura, del sociale e dello sport si è particolarmente distinto contribuendo in modo significativo e determinante allo sviluppo civile, culturale, sociale ed economico della “Capitanata” (corrispondente alla Provincia di Foggia).

Il Premio “SPIGA d’ARGENTO TERRA NOSTRA” viene conferito ad un personaggio che, nel campo dello spettacolo in tutte le sue forme, dell’arte, della cultura, del sociale e dello sport si è particolarmente distinto contribuendo in modo significativo e determinante allo sviluppo civile, culturale, sociale ed economico di Poggio Imperiale.

Quest’anno:

- Il Premio Nazionale “SPIGA d’Oro” è stato assegnato a Delio Rossi, già calciatore del Foggia, allenatore di successo del calcio italiano, attualmente artefice delle fortune del Palermo in Italia e prossimamente anche nelle competizioni europee;

- Il Premio “SPIGA d’ORO CAPITANATA” è stato assegnato a Sergio De Nicola, brillante giornalista RAI Regione Puglia;

- Il Premio “SPIGA d’ARGENTO TERRA NOSTRA” è stato assegnato al concittadino Lorenzo Bove ex Dirigente di Rete Ferroviaria Italiana in servizio a Milano.

La cerimonia di conferimento dei premi si svolgerà la sera di sabato 26 giugno 2010 in piazza Principe Placido Imperiale  e la serata sarà allietata da importanti ospiti, cantanti, cabarettisti, personaggi del mondo della danza, del teatro ed altro.

La sera precedente di venerdi 25 giugno 2010 la piazza ospiterà una rassegna di prodotti tipici di Puglia con degustazione, con inizio alle ore 19,00 e, poi, a seguire, l'esibizione della Carosone-Band & Micky Sepalone; un omaggio alla canzone napoletana.

Il giorno successivo sarà la volta delle premiazioni a partire dalle 20,00. Saranno ospiti il noto cantante di musica leggera Marco Masini, Alexis Arts, Helga y Andrea e Very Strong Family.

L’evento rappresenterà il preludio delle manifestazioni che, come ogni anno, caratterizzano l’estate “terranovese” (poggioimperialese). ...

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Di Lorenzo (del 28/05/2010 @ 19:35:52, in Curiosità, linkato 156 volte)

Ho frequentato con maggiore assiduità Torino negli ultimi dieci anni per motivi di lavoro e devo dire che è veramente una gran bella città.

Si tratta di una città romana e medievale … da “Augusta Taurinorum” a “Taurinus”.

Attraverso le vie del "quadrilatero", è possibile rinvenire ancora numerose e spesso sconosciute tracce della Torino romana e medievale, come la Porta Palatina, la chiesa di San Domenico, il Castello di Palazzo Madama, la Casa del Senato, la Casa del Pingone, gli scavi archeologici sotto il Duomo, i resti di mura e torri romane, case e finestre medievali.

Ma Torino è fatta anche di “portici”.

A spasso, in giro per Torino, scopri di trovarti in una grande città di portici; più di dodici (alcuni dicono anche quindici) chilometri di portici, la più ampia zona pedonale d'Europa, un caso urbanistico, architettonico, estetico e socio-economico unico nel mondo.

L'insieme dei portici di Torino è un sistema articolato di spazi di raccordo tra vita pubblica e privata, in cui il fluire dei pedoni, la sosta nei bar, gli accessi agli edifici, i capannelli dei passanti davanti alle vetrine di negozi e gallerie, sono avvolti dalla scansione geometrica di volte e soffitti decorati, da pareti scandite dai richiami delle insegne commerciali e dai portali dei palazzi, dalla fuga di colonne e arcate filtrate dalla luce mutevole del giorno e della notte.

In paragone, i famosi portici di Bologna – che ho pure frequentato per qualche anno tanti anni fa - risultano diversi, più antichi forse, ma disseminati qua e là, a differenza di quelli di Torino che sono invece ampi, luminosi, eleganti, continui e connessi. ...

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Di Lorenzo (del 14/05/2010 @ 09:17:54, in Eventi, linkato 77 volte)

La “Sindone” è nuovamente visibile dal 10 aprile al 23 maggio 2010, a dieci anni di distanza dall’ultima apertura della “teca” che la contiene nel Duomo di Torino.

Tanti i visitatori, i pellegrini o solamente curiosi giunti da ogni parte del mondo.

Ed è singolare osservare così tanta gente che, in silenzio, avanza pian piano in una lunga fila, anche di qualche ora, per giungere al cospetto del “sacro lino”.

Anch’io ci sono ritornato con mia moglie, per rivedere ancora una volta a distanza di dieci anni, e forse con uno spirito diverso, quel telo che potrebbe veramente aver avvolto il corpo del Cristo morto e deposto dalla Croce oltre duemila anni fa.

Ma si tratta di un “reperto” autentico?

Le perizie eseguite sul tessuto, sul sangue, sui pollini e sulle più svariate tracce presenti, secondo lo studioso della “Sindone” per eccellenza, il Prof. Pierluigi Baima Bollone, «sono tutte prove che depongono a favore di un esito che designa il reperto come un lenzuolo funerario riferibile all’epoca di Gesù e quindi riconducibile all’area dei monti della Giudea di circa duemila anni fa».

«Il Lenzuolo – asserisce lo studioso – non è un falso, come alcuni hanno pensato, perché un falsario tanto abile da riprodurlo non esiste».

Il Prof. Pierluigi Baima Bollone, ordinario di Medicina Legale all'Università di Torino e autore di 120 pubblicazioni scientifiche e 15 libri di notevole diffusione su vari argomenti legati alla medicina legale e alla criminologia. Baima Bollone, che si autodefinisce "l'ultimo epigono di Lombroso", ha presentato il suo più recente libro «Sindone e scienza all'inizio del 3° millennio» (ed. La Stampa) in cui ha affrontato l'annoso problema dell'autenticità del “sacro lino”.

Qual è la posizione della Chiesa in proposito?

Le discussioni sull’autenticità del telo, cioè sulla corrispondenza dell’uomo di cui è impressa l’immagine e il Cristo, sono fonte di continui confronti tra studiosi e credenti.

Ufficialmente la Santa Sede (che ne è proprietaria dal 1983; in precedenza apparteneva alla Casa Savoia) è molto prudente e tuttora, sul sito curato dalla diocesi di Torino, la Sindone viene definita «un lenzuolo di lino sul quale è impressa la figura del cadavere di un uomo torturato e crocifisso».

Il 21 aprile 1988 da una zona marginale della Sindone vennero prelevati tre campioni di tessuto per essere sottoposti alla datazione con il metodo del radiocarbonio.

Il successivo 13 ottobre, in un'affollata conferenza stampa, il Card. Anastasio Ballestrero, Arcivescovo di Torino e Custode Pontificio della Sacra Sindone, annunciò i risultati ottenuti dai tre laboratori incaricati dell'esame (Oxford, Zurigo e Tucson-U.S.A.), risultati che assegnavano al tessuto della “Sindone” un'età compresa nell'intervallo 1260-1390 dopo Cristo....

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Di Lorenzo (del 27/04/2010 @ 15:50:00, in Viaggi, linkato 191 volte)

A pochi chilometri da Monte Sant’Angelo, sul Gargano, tra picchi rocciosi, gole e strapiombi a guisa di canyon, in uno scenario che mette in luce gioielli naturalistici di straordinaria bellezza, si scorgono i tanti eremi rupestri che hanno un tempo caratterizzato quel lembo di terra che circonda l’antica Abbazia di santa Maria di Pulsano.

Un piccolo universo sconosciuto e dal fascino irresistibile.

L’Abbazia di santa Maria di Pulsano sul Gargano, edificata sull’omonimo colle del Gargano in onore della santa Madre di Dio sul cadere del VI secolo per opera del monaco-papa san Gregorio Magno,  è stata luogo di monaci, eremiti e cenobiti, orientali e latini, che nel corso dei secoli ha avuto alterne vicende.

Agli inizi del XII scolo fu ricostruita ad opera di “san Giovanni eremita, il Pulsanese”, detto tardivamente da Matera, pellegrino al santuario micaelico del Gargano [a Monte Sant’Angelo si erge, come noto, il Santuario di San Michele Arcangelo], dalla cui austera testimonianza di vita scaturì una famiglia monastica autonoma, l’Ordine monastico degli Eremiti Pulsanesi, detti anche gli “Scalzi”, i quali rifacendosi rigidamente alla regola di san Benedetto e alla tradizione monastica orientale già presente a Pulsano, ebbero in questo monastero garganico la loro Casa Madre, da cui dipesero circa 40 monasteri, sparsi non solo nel Gargano ma anche nel resto d’Italia.

I più famosi sono stati i monasteri pulsanesi di Toscana, ubicati lungo la “via francigena” da Pavia a Roma, e quelli delle isole slave dell’Adriatico, Mljet e Hvar, dirimpettaie del nostro Gargano.

L’Abbazia nelle forme attuali, gravemente danneggiate da un sisma nell’anno 1646, fu edificata ad opera del beato Gioele, “sacerdos et magister”, nativo di Monte Sant’Angelo e terzo abate generale dei monaci Pulsanesi....

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Di Lorenzo (del 18/04/2010 @ 21:00:00, in Divagazioni, linkato 479 volte)

Nei giorni scorsi, a Foggia, ho avuto il piacere di salire a bordo di alcuni storici modelli di Fiat 500 di un tempo, perfettamente funzionanti e con sfavillanti carrozzerie.

L’opportunità mi è stata offerta da Luigi Nigri, “Gino” per gli amici, un brillante imprenditore edile foggiano, appassionato di auto storiche.

“Gino”, per la cronaca, è il marito della mia amatissima nipote Marialuisa, la figlia di una delle mie due sorelle.

Una Fiat 500 “Abarth” nera con tettuccio a scacchi bianchi del 1969;

Una Fiat 500 “Sport” bianca con fasce laterali rosse;

Una Fiat 500 “L” (lusso) bianca del 1971;

Una Fiat 500 “Giardiniera” rosso corallo del 1974 prodotta da Autobianchi (la denominazione originale è “Giardiniera” e non “Giardinetta” come invece soventemente definita).

Tutte le autovetture sono state sottoposte a completo “restyling” della carrozzeria, motore, rivestimenti e accessori, con pezzi originali ovvero attraverso la loro fedele ricostruzione.

Dei veri gioiellini!

Le auto sono regolarmente iscritte all’ASI (Automobilclub Storico Italiano) e partecipano ai vari “Raduni” nazionali.

Un tuffo nel passato … e, vuoi mettere, lo “sfizio” di circolare in città (a Foggia) … con una “Giardiniera rosso corallo” … sotto lo sguardo curioso, attento, incredulo ed anche divertito della gente che ti osserva!

La Storia della Fiat 500

[da Wikipedia, l'enciclopedia libera].

La “500” è una utilitaria della casa torinese FIAT, prodotta dal 1936 al 1955 nella prima versione, anche detta "Topolino", e dal 1957 sino al 1975, nella seconda versione, anche detta "Nuova 500".

Fiat Topolino (fonte: Wikipedia)

La Fiat 500 è senza dubbio fra le automobili italiane più famose....

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Di Lorenzo (del 07/04/2010 @ 21:40:00, in Eventi, linkato 89 volte)

A Poggio Imperiale la “Via Crucis Vivente”.

 

 

I riti e le tradizioni che caratterizzano la Settimana Santa in Puglia sono molto sentiti dalla popolazione adulta ma anche dalle nuove generazioni.

Prova ne è il fatto che la partecipazione agli eventi e alle manifestazioni religiose risulta sempre abbastanza nutrita.

Ogni borgo, ogni paese, ogni città della Puglia con i suoi riti, le sue tradizioni.

Forse la Settimana Santa di Taranto, soprattutto la due giorni di processioni, nella “città che cammina”, offre l’occasione per scoprire una tradizione senza eguali, una rappresentazione collettiva unica al mondo.

« In questi giorni a Taranto non si fa altro che camminare, dalla chiesa vecchia a quella nuova e ritorno; si cammina insieme, dietro e intorno alle Processioni: quella della notte del Giovedi Santo, l’Addolorata, e quella del Venerdi Santo, i Misteri.

Nessuno può farne a meno, soprattutto i “perdùne” , i confratelli, con il loro passo lento e scalzo, un incedere particolare cui viene dato il nome di “nazzecata”.

Sono ore di Passione, da inseguire, da vivere, da affogare nel perdono. E, a sua volta, da cercare, chiedere, concedere.

(…) Camminano nel dolore cullati dalle musiche per banda: marce funebri e lente nenie che servono a sopire gli animi, a domare le passioni.

La gente cammina con loro, i fratelli incappucciati: rapita dal rito del perdono o semplicemente curiosa di una tradizione che non ha eguali in Italia, o anche nel mondo, se è vero che solo Siviglia può contenderle la maestosità ».

[Dal Corriere del Mezzogiorno, Giovedi 1 Aprile 2010]

Seppure Taranto rappresenti il fiore all’occhiello della tradizione, non da meno sono da considerarsi le manifestazioni religiose che hanno luogo durante la Settimana Santa nelle altre località pugliesi.

Magari meno frenetiche, ma altrettanto intense e cariche di significato.

Pure in terra di Capitanata e nel Gargano i riti della Settimana Santa sono molto sentiti.

 

 

Famoso, ad esempio, il rito delle “Fracchie” di San Marco in Lamis: enormi tronchi di alberi aperti a listelli e colmi di legna da ardere, dalla forma di cunei, tipo cornucopie, montati su strutture munite di ruote, ai quali viene dato fuoco durante la processione della sera del Venerdi Santo.

Poggio Imperiale ha voluto anche quest’anno riproporre la “Via Crucis Vivente”, interpretata da una trentina di figuranti in costume d’epoca, richiamandosi alle antiche tradizioni di fede dei “poggioimperialesi”. ...

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Di Lorenzo (del 25/03/2010 @ 09:00:00, in Ricorrenze, linkato 95 volte)

A 107 anni la “nonna di Poggio Imperiale” mette a dimora uno degli alberi piantati in suo onore.

Sabato scorso 20 marzo 2010, si è conclusa a Poggio Imperiale la seconda fase dell’originale evento denominato "Buon Vento”, iniziato nel mese di dicembre del passato 2009.

La prima fase della manifestazione, battezzata “Natale con Alberi Vivi”, si è svolta in prossimità delle festività natalizie, allorchè l’Amministrazione Comunale consegnò a tutti gli esercizi commerciali del paese cinquanta alberi (del tipo Cedro Deodara, Cedro Atlantica, Tuya e Abete), che vennero riccamente addobbati a cura dei titolari dei medesimi esercizi.

La seconda fase, battezzata “Piantiamo Alberi” si è tenuta invece sabato 20 Marzo, giorno della "Festa dell'Albero", ed è stata caratterizzata dalla messa a dimora degli stessi cinquanta alberi, da parte degli alunni delle scuole elementari e medie di Poggio Imperiale.

Il “Buon Vento” è un progetto promosso dall'Assessorato alle Politiche Giovanili e alla Cultura, ed "adottato" e finanziato dall'International Power, la multinazionale inglese che ha realizzato e gestisce il “Parco Eolico” di Poggio Imperiale1.

Il Parco Eolico o Wind Farm (fattoria del vento); il “Buon Vento” che con la sua forza consente di produrre energia elettrica “pulita”.

Numerosa la presenza di giovani e giovanissimi con i loro genitori alla manifestazione, che si è svolta presso la Scuola Media, dove sono state lette poesie dedicate agli alberi scritte dagli alunni.

Presente anche il Comandante della Stazione del Corpo Forestale di Sannicandro Garganico, il parroco Don Luca De Rosa, il sindaco Dott. Rocco Lentinio con tutta l'amministrazione comunale, le associazioni operanti sul territorio, Caritas, Avis, Associazione Carabinieri in congedo, Libertas, ecc.

Nell’occasione, é stata festeggiata anche la "Nonna di Poggio Imperiale", Maria Giuseppa Robucci, nata il 20 marzo 1903, arrivata alla Scuola Media a bordo di una fiammante Alfa Romeo Spider decappottabile rossa, ed accolta , tra applausi e fuochi pirotecnici, dalle ragazze pon pon, dagli sbandieratori e dal coro degli alunni che hanno intonato un coinvolgente "Tanti auguri … a te".

 

 

Durante la manifestazione la festeggiata ha ricevuto, a sorpresa, la visita dell’altro Nonno di Poggio Imperiale”, Giuseppe Nista, che il giorno 8 del prossimo mese di aprile compirà ben 101 anni....

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Di Lorenzo (del 22/03/2010 @ 17:13:55, in Storia, linkato 99 volte)

Il 21/10/2088 ho pubblicato su questo mio stesso sito www.paginedipoggio.com => Blog “Come la penso io!”  l’articolo dal titolo “YAD VASHEM IL MUSEO DELL’OLOCAUSTO DI GERUSALEMME: la didascalia contestata”, per parlare delle emozioni che avevo provato l’anno prima, in occasione della visita al Museo con mia moglie.

L’articolo risulta essere stato “linkato” oltre 1000 volte e diversi sono i “commenti” pervenuti.

Riporto qui di seguito, per gli interessati che avessero voglia di approfondire poi l’argomento sul sito internet http://www.vaticanfiles.splinder.com, il “commento” inviato dal Prof. Matteo Luigi Napolitano il giorno 8/2/2010:

« Ho avuto l'onore di far parte della delegazione vaticana, incaricata di una missione scientifica a Yad Va-shem, preparatoria della visita del Santo Padre. L'8 e 9 marzo 2009 abbiamo discusso a porte chiuse della questione di Pio XII e della didascalia. I nostri lavori di "commissione mista" Vaticano-Yad Va-shem saranno resi noti quest'anno, con un volume di atti di quella conferenza (che doveva restare segreta ma di cui si seppe presto; come si può vedere anche su You Tube). Posso assicurare che i lavori si sono svolti in un clima di grande dialogo e di comprensione, e che la didascalia in questione, per come è formulata, anche a Yad Va-shem non è condivisa da molti. Sulla didascalia ho fatto uno studio approfondito che si potrà leggere su vaticanfiles.splinder.com. Matteo Luigi Napolitano». ...

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Di Lorenzo (del 08/03/2010 @ 13:50:00, in Storia, linkato 131 volte)

Anche a Poggio Imperiale il “Giorno del Ricordo” … per non dimenticare.

Le vittime dello sterminio di massa non hanno colore politico!

In memoria delle vittime delle “foibe” (1) e dell’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati, un tempo cittadini italiani, si celebra in Italia il 10 febbraio di ogni anno il “Giorno del Ricordo”, istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004.

 

 Il "Giorno del Ricordo"

presso la Biblioteca Multimediale

di Poggio Imperiale

La legge segna un mutamento di atteggiamento da parte della comunità nazionale nei confronti delle vittime e degli esuli di quei tragici eventi della nostra storia patria.

Questo il testo della legge:

« La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del Ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero ».

Un segnale di grande civiltà.

Con la legge n. 211 del 20 luglio 2000, l’Italia aveva istituito il “Giorno della Memoria”, aderendo in tal modo alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo e dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

Il testo dell'articolo 1 della legge così ne definisce le finalità:

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati ».

  Il "Giorno del Ricordo"

presso la Biblioteca Multimediale

di Poggio Imperiale

E, quindi, anche a Poggio Imperiale, dopo il “Giorno della Memoria”, con l’interessante Mostra Bibliografica sulla Shoah e la commemorazione di tre suoi concittadini morti nel Lager nazisti - di cui ho avuto già modo di parlare nell’articolo “Tre le vittime di Poggio Imperiale nei Lager nazisti!”, pubblicato su questo stesso sito il giorno 7 febbraio 2010 - sabato 27 febbraio 2010, presso la locale “Biblioteca Multimediale”, è stato celebrato il “Giorno del Ricordo”....

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Di Lorenzo (del 28/02/2010 @ 19:10:45, in Divagazioni, linkato 344 volte)

In questi giorni è in programmazione in molte sale cinematografiche del modo l’ultima opera di Clint Eastwood in veste di Regista e Produttore: il film “Invictus”.

Anch’io non ho voluto perdere l’occasione di assistere alla … “partita di rugby che ha consacrato il Sud Africa libero”: oltre due ore di intenso spettacolo che tocca la profondità dell’anima.

 

 

Il film originariamente intitolato “The Human Factor” è stato ribattezzato “Invictus”, una parola latina che significa “Invincibile”, e che si riferisce ad un poema spesso recitato da Mandela, composto da William Ernest Henley nel 1875.

“Sotto i colpi d'ascia della sorte,

il mio capo sanguina, ma non si china.

Non importa quanto sia stretta la porta,

quanto piena di castighi la vita.

Io sono il padrone del mio destino:

Io sono il capitano della mia anima”.

(William Ernest Henley)

Clint Eastwood , Regista, ormai da tempo persegue con il suo cinema una ricerca nel profondo degli elementi che possono provare a conciliare gli opposti, senza che nessuno perda la propria identità.

 E questo film racconta giustappunto di un popolo che ha sorpreso il mondo costruendo una nazione sui diritti e non sulla vendetta, grazie al suo Presidente, Nelson Mandela, che ha saputo serenamente ispirarli nonostante i 27 anni di carcere duro trascorsi a “Robben Island”.

L’ex detenuto matricola n. 46664 parla di … "sorprenderli con la generosità; comprensione; io so cosa i bianchi ci hanno tolto ma questo è il momento di costruire una nazione".

 

La finale della Coppa del Mondo del 1995 è stata, per molta gente, solo un’emozionante partita di rugby, ma per il Sud Africa ha rappresentato un momento cruciale della storia del Paese, un’esperienza condivisa che ha aiutato a sanare le ferite del passato e a infondere speranza per il futuro.

L’artefice di questo evento epocale è stato il Presidente Nelson Mandela e i protagonisti i giocatori della squadra sudafricana di rugby, gli “Springboks”, guidati dal loro capitano.

 

 

Nelson Mandela è il Presidente appena eletto del Sud Africa. Il suo intento primario è quello di avviare un processo di riconciliazione nazionale. Per far ciò si deve scontrare con forti resistenze sia dalla parte dei bianchi che da quella dei neri....

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Di Lorenzo (del 22/02/2010 @ 22:30:00, in Eventi, linkato 102 volte)

Nella tarda serata di sabato 20 febbraio 2010 si è conclusa a Padova l’ostensione dei resti mortali di sant’Antonio, ora nuovamente ricollocati sotto l’altare della cappella dell’Arca, appena restaurata, nella Pontificia Basilica del Santo.

Nei sei giorni di ostensione, centocinquantamila sono stati i visitatori giunti da ogni parte del mondo che, in paziente attesa anche sotto la pioggia, in una lunga coda, hanno voluto vedere e venerare le sacre spoglie.

Pellegrini in visita alle spoglie del Santo

E’ la quarta volta - in otto secoli - che sant’Antonio si mostra ai suoi fedeli; un evento dunque eccezionale e carico di significati, tale da attirare migliaia di pellegrini fin dalle prime luci dell’alba.

Il Papa Benedetto XVI non ha fatto mancare il segno della sua vicinanza inviando un telegramma al superiore del Convento, auspicando che “questo provvido evento, riproponendo il luminoso esempio del sacerdote francescano tanto popolare, che affascinò generazioni di fedeli (…) susciti rinnovati propositi di amore a Cristo e ai fratelli, come pure un generoso impegno per la giustizia e la pace”.

Anch’io con mia moglie e le mie cognate abbiamo voluto rendere omaggio al Santo nella giornata di venerdi 19 febbrario. La giornata piovosa e particolarmente fredda non ci ha affatto scoraggiati. Abbiamo raggiunto Padova in treno partendo da Milano Centrale di buon mattino.

L'ostensione del corpo del Santo è coincisa con la festa liturgica della Traslazione di Sant'Antonio detta anche “Festa della Lingua”, che si celebra ogni anno in Basilica il 15 febbraio, a ricordo della prima traslazione avvenuta l'8 aprile 1263 ad opera di San Bonaventura, che ritrovò in quell'occasione la Lingua “incorrotta” di frate Antonio, e di quella del 15 febbraio 1350, quando la tomba del Santo ebbe la sua definitiva sistemazione nell'attuale Cappella dell'Arca all'interno della Basilica.

La lunga fila in attesa della visita

I pellegrini e i devoti del Santo hanno ora potuto rivedere il corpo di Sant'Antonio, ricomposto e visibile in un'urna di vetro, dopo 29 anni dall'ultima “ricognizione” canonica e medico-scientifica avvenuta nel gennaio 1981, a 750 anni dalla morte del Santo, cui seguì una memorabile ostensione, che si prolungò fino al 1° marzo 1981. In quella occasione affluirono in Basilica circa 650mila pellegrini.

Il teschio del Santo lascia immaginare zigomi alti, mento sporgente ed occhi infossati, mentre lo scheletro rivela (secondo gli studi anatomici del Prof. Meneghelli) una statura di un metro e settanta centimetri, molto alta per l’epoca.

Al termine dell'ostensione, durata sei giorni, da lunedi 15 a sabato 20 febbraio 2010, il corpo di Sant'Antonio è ritornato nella Cappella dell'Arca, che ora risplende in tutta la sua bellezza, dopo i lunghi e complessi lavori di restauro iniziato il 12 aprile 2008, con il trasferimento temporaneo dell'urna nella Cappella di San Giacomo, e conclusi lo scorso 4 dicembre 2009....

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