E’ noto che il francese è la lingua che nel corso dei secoli ha maggiormente influito sull’italiano.
Anche a Napoli, così come in tutto il Mezzogiorno, la presenza dei francesi si è alternata con quella di altri popoli dominatori, per cui si è avuto un afflusso di “francesismi” che si sono amalgamati con quelli di altre lingue (soprattutto lo spagnolo), creando sovrapposizioni che rendono a volte difficoltosa l’individuazione sicura dell’origine del termine.
Interessante, al riguardo, si è rivelata nella ricerca uno studio effettuato e pubblicato nel 2005 dall’Università degli Studi di Trieste. Si tratta di “Francesismi nel dialetto napoletano” di Alessia Mignone, a cura di Marcello Marinucci.
Si riscontrano, nel testo citato, termini napoletani corrispondenti o molto simili a quelli “tarnuíse”.
Proviamo a ricercare quindi, con un po’ di pazienza e con un pizzico di curiosità, le assonanze tra i due dialetti, confrontandone prima i rispettivi significati per poi avventurarci alla scoperta della loro possibile origine.
Accattare (napoletano)
Accattà (tarnuése)
“Comprare, acquistare”
- Accatt’e binne (napoletano)
- ‘Ccatt’e vènne (tarnuése)
“Compra e vende, bottegaio”
Una derivazione dal normanno acatar
Adacciare (napoletano)
‘Ddaccià (tarnuése)
“Tagliuzzare la carne, ridurre la carne a pezzi”.
Adattamento del francese antico hachier
Allum(m)are (napoletano)
“Accendere una luce, il fuoco, una candela e simili”
U lumìne (tarnuése)
“Fiammifero per accendere il fuoco, una candela e simili”
Dal francese antico a(l)lumer
Ammarrà(re) (napoletano)
Ammarrà (tarnuése)
“Socchiudere, accostare o chiudere del tutto porte, finestre, ecc.”
Dal francese amarrer
Ammuccià (napoletano)
Ammuccià (tarnuése)
“Tacere, essere costretto a fare silenzio, subire un’offesa senza protestare; nascondere”
Dal francese antico soi mucier (francese se musser)
Argentière (napoletano)
“Chi lavora o vende oggetti d’argento, inargentatore di oggetti”
‘A ‘rgendière (tarnuése)
“Credenza contenente cristalleria, posateria ed altro”
Dal francese argentier
Arrangià (napoletano)
‘Rrangià (tarnuése)
“Accomodare, aggiustare alla meno peggio, rabberciare, cercare di trarre il miglior partito da una circostanza o da un affare; cercare alla meglio di uscire da un malanno o da una situazione scomoda”
Dal francese arranger
Assisa (napoletano)
“Calmiere, prezzo imposto dal magistrato comunale ai commestibili di uso comune”. Il detto “mettere l’assisa a le cetrole” significa “ valutare male, giudicare senza competenze”
Scèse (tarnuése)
“Mmètte a scèse ‘u pèsce” (svegliarsi prestissimo); il detto dialettale tarnuèse deriverebbe dalla tassa (francese: accise) applicata il mattino presto al pesce appena pescato.
Dal francese accise “tassa, tributo indiretto a carico del
produttore, che grava sulla produzione di determinati beni”
Bombò (napoletano)
Bombò (tarnuése)
“Dolce di zucchero, caramella”
Dal francese bon bon
Brilocco (napoletano)
Berlòcche (tarnuése)
“Ciondolo per ornamento sul petto o al collo”
Dal francese breloque
Buatta (napoletano)
Buatte (tarnuése)
“Scatola”
Dal francese boîte
Buchè (napoletano)
Buchè (tarnuése)
“Fascio di fiori”
Dal francese bouquet
Bùccolo (napoletano)
Bòcchele (tarnuése)
“Ciocca di capelli arricciati, boccolo, ricciolo”
Dal francese boucle
Buffè (napoletano)
Buffè (tarnuése)
“Credenza, mobile per riporvi bicchieri, tazze”
Dal francese buffet
Cemmenèra (napoletano)
Cemmenère (tarnuése)
“Camino, fumaiolo di un’abitazione”
Dal francese cheminée
Ciammuòrio (napoletano)
Ciamòrije (tarnuése)
“Forte raffreddore dell’uomo”
Dal francese chamoire
Ciaràvolo (napoletano)
Ciaràvele (tarnuése)
“Ciarlatano, imbroglione od anche incantatore di serpenti”
Dal francese antico charaut
Cola (napoletano)
Cole (tarnuése)
“Gazza”
Dal francese colas
Commò (napoletano)
Chemò (tarnuése)
“Cassettone”
Dal francese commode
Cótra/e (napoletano)
Cùtre (tarnuése)
“Coltre, coperta”
Dal francese antico coltre
Cricco (napoletano)
Crìcche (tarnuése)
“Martinetto, binda, arnese che serve a sollevare pesi”
- ‘ncriccà/rse (napoletano)
- ‘ngreccà/rce (tarnuése)
“rizzare/arsi,sollevare/arsi; agghindare/arsi;abbellire/arsi, adornare/arsi”
Dal francese cric
Dammaggio (napoletano)
Dammaije (tarnuése)
“Danno”
Dal francese antico damage
Gajóla/ca (napoletano)
Caijòle (tarnuése)
“Gabbia, trappola per uccelli; prigione”
Dal francese antico aiole
Giacchètta (napoletano)
Giacchètte (tarnuése)
“Giacca (da uomo e, nei tailleurs, da donna)”
Dal francese jaquette
Guarzòne (napoletano)
Uarzòne/Varzòne (tarnuése)
“Dipendente di un bottegaio, fattorino, commesso, garzone”
Dal francese antico garçon
Guatto (napoletano)
Uatte (tarnuése)
“Ovatta”
Dal francese ouate
Jettecìa/iettecìa (napoletano)
“Tisi, cattiva salute”
Jettecà (tarnuése)
“febbre convulsiva, spaventarsi”
Dal francese hectisie poi passato a èthisie: da éthique
Lampa (napoletano)
Lampe/lambe anche Lampine/Lambine (tarnuése)
“Lampada, lume acceso in cimitero o in casa dinnanzi a immagini di santi o di defunti”
Dal francese lampe
Lettèra (napoletano)
Lettère (tarnuése)
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