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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Lorenzo (del 15/06/2009 @ 18:48:28, in Viaggi, linkato 307 volte)

Suscita sempre un certo fascino ritornare ad Assisi e visitare la tomba e i luoghi di san Francesco.

 

 

Ma forse i momenti più toccanti si rivivono alla “Porziuncola” e alla “Cappella del Transito”, nell’interno della Basilica di santa Maria degli Angeli, a valle, nella piana che si estende ai piedi della zona montagnosa ove sorge l’imponente complesso delle Basiliche dedicate al Santo.

La Porziuncola

La cappella, situata in una zona denominata "Portiuncula", era rimasta per lungo tempo in stato di abbandono, fin tanto che venne poi restaurata da san Francesco.

Egli qui comprese chiaramente la sua vocazione e qui fondò l'Ordine dei Frati Minori nel 1209, affidandolo alla protezione della Vergine Madre di Cristo, cui la chiesina è dedicata.

Francesco ottenne in dono dai Benedettini il luogo e la cappella per farne il centro della sua nuova Istituzione.

Il 28 marzo 1211, Chiara di Favarone di Offreduccio (la futura santa Chiara) vi ricevette dal Santo l'abito religioso, dando inizio all'Ordine delle Povere Dame (Clarisse).

Nel 1216, in una visione, Francesco ottenne da Gesù stesso l'Indulgenza conosciuta come "Indulgenza della Porziuncola" o "Perdono di Assisi", approvata dal Papa Onorio III.

Alla Porziuncola, che fu ed è il centro del francescanesimo, il Poverello radunava ogni anno i suoi frati nei Capitoli (adunanze generali), per discutere la Regola, per ritrovare di nuovo il fervore e ripartire per annunciare il Vangelo nel mondo intero.

Il Transito 

 

Si tratta di un semplice vano in pietra in cui era situata l'infermeria del primitivo convento.

San Francesco trascorse qui gli ultimi giorni della sua vita e, deposto nudo sulla nuda terra, vi morì la sera del 3 ottobre 1226, dopo aver aggiunto gli ultimi versi al suo Cantico delle creature: "Laudato sii mi' Signore, per sora nostra morte corporale da la quale nullo homo vivente po skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntate, ka la morte secunda nol farrà male."

Ogni anno, il 3 ottobre, verso il tramonto, si celebra qui solennemente la Commemorazione Nazionale del Transito del Santo, Patrono d'Italia.

Basilica di S. Maria degli Angeli

Per volere del Papa san Pio V (1566-1572), al fine di custodire le cappelle della Porziuncola, del Transito e del Roseto e altri luoghi resi sacri dalla memoria di san Francesco, e accogliere i tanti pellegrini che da ogni luogo si recano a visitarli, tra il 1569 e il 1679 venne edificata la grande Basilica di S. Maria degli Angeli.

 

 

La città statunitense di Los Angeles, prende il nome proprio da quest’ultima Basilica.

 

Los Angeles

Il nome originario di Los Angeles è “Ciudad de la Iglesia de Nuestra Senora de Los Ángeles sobre la Porziúncola de Asis”, che significa “Città della Chiesa della Nostra Signora degli Angeli della Porziuncola di Assisi.

E’ la più grande città della California e la seconda di tutti gli Stati Uniti d'America; insieme a New York e Chicago è una delle tre metropoli più importanti del paese ed è un centro economico, culturale e scientifico di rilevanza mondiale.

Diventata città il 4 aprile 1850 (cinque mesi prima che la California diventasse il trentesimo stato dell'Unione), è il capoluogo dell'omonima contea.

L'area costiera dove sarebbe sorta Los Angeles venne abitata per millenni da popolazioni native, come i Tongva (o Gabrielenos), i Chumash e altri gruppi etnici, anche più antichi.

Gli spagnoli arrivarono nel 1542, quando Juan Cabrillo esplorò la zona. Nel 1769, Gaspar de Portola guidò una spedizione nella California meridionale assieme ai francescani Junipero Serra e Juan Crespi. Gaspar de Portola chiamò un fiume che avevano scoperto "El Río de Nuestra Senora la Reina de los Ángeles de Porciúncula".

Lungo il fiume, fratel Crespi aveva notato un luogo adatto per costruire una missione, ma nel 1771 fratel Serra ne fondò una a Whittier Narrows.

Dopo un'inondazione nel 1776, la missione fu trasferita a San Gabriel. Il 4 settembre 1781, 44 coloni messicani uscirono dalla missione di San Gabriel per fondare un nuovo insediamento nel sito vicino al fiume che era stato individuato da fratel Crespi.

La città, chiamata El Pueblo de Nuestra Senora la Reina de los Ángeles sobre El Río Porciúncula, rimase un piccolo centro agricolo per decenni. Oggi i caratteri generali del Pueblo sono conservati in un piccolo quartiere storico, denominato anche "Olvera Street".  

 

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Di Lorenzo (del 01/06/2009 @ 14:45:00, in Viaggi, linkato 352 volte)

Niagara Falls: uno spettacolo davvero unico che, da solo, vale tutto il viaggio in nordamerica!

E’ questa la sensazione che abbiamo provato io e mia moglie qualche settimana fa.

Le cascate del Niagara (in inglese: Niagara Falls), situate nel nord-est dell'America, a cavallo tra USA e Canada, sono per la loro vastità tra i più famosi salti d'acqua del mondo. La loro fama è certamente legata alla spettacolarità dello scenario, dovuto al loro vasto fronte d'acqua e all'imponente portata, stimabile in oltre 168.000 m3 al minuto nel regime di piena e circa 110.000 m3 come media.

Le cascate del Niagara viste dal lato canadese, si trovano nell’Ontario, all'interno della regione denominata “Niagara Peninsula”, a poca distanza dalla città di St. Catharines e a circa un'ora e mezza da Toronto e, dal lato statunitense, a circa mezz'ora di macchina dalla città di Buffalo e a 600 Km da New York.

Si tratta di un complesso di tre cascate distinte, anche se originate dal medesimo fiume, il Niagara. Iniziano dal versante canadese con le “Horseshoe Falls” (ferro di cavallo, per la forma semicircolare), dette talvolta anche “Canadian Falls”, separate dalle “American Falls”, sul lato statunitense, dalla “Goat Island” (Isola delle Capre), e finiscono sempre nel suolo statunitense con le più piccole “Bridal Veil Falls” (cascate a velo nuziale o velo di sposa).

Le cascate del Niagara sono famose per la loro bellezza, oltre che per la produzione di energia elettrica. Grande notorietà fu data a questo luogo dal film "Niagara" girato nel 1953 dal regista Henry Hathaway e con Marilyn Monroe come protagonista.

Esse sono, da sempre, meta tradizionale di viaggio  (di nozze) per molti americani ma anche per gente d’oltreoceano: un sito turistico fra i più famosi al mondo da oltre un secolo; una meraviglia della natura che unisce, in un unico abbraccio, le città gemelle ed omonime di “Niagara Falls” nell'Ontario (Canada) e “Niagara Falls” nello Stato di New York (Stati Uniti d’America). Con qualche piccolo fastidio per il turista che, ogni volta, quando si passa da una parte all’altra, deve sottoporsi alle operazioni doganali e di controllo di frontiera USA/Canada e viceversa.

Le cascate hanno un salto di circa 52 metri, anche se quelle americane cadono su delle rocce situate ad appena 21 metri dal bordo della cascata. Ciò a causa di un massiccio movimento franoso occorso nel 1954. La grande cascata canadese è larga circa 800 metri mentre la cascata americana ha un fronte di 323 metri.

Il nome Niagara ha origine dal termine in lingua “irochese” (pellerossa d'America), “Onguiaahra”, che significa “acque tuonanti”. Gli antichi abitanti della regione erano gli “Ongiara”, una tribù “irochese” chiamata “Neutrale” da un gruppo di coloni francesi che beneficiarono della loro mediazione per risolvere alcune dispute con altre tribù locali.

Una leggenda della zona narra di ”Lelawala”, una bella ragazza obbligata dal padre a fidanzarsi con un ragazzo che ella disprezzava.; piuttosto che sposarsi, “Lelawala” scelse di sacrificare se stessa al suo vero amore “He-No”, il “Dio Tuono”, che dimorava in una caverna dietro la “Cascata a Ferro di cavallo”. Ella “pagaiò” sulla sua canoa nelle veloci correnti del fiume Niagara e precipitò dal bordo della cascata. “He-No” la raccolse mentre precipitava ed i loro spiriti, secondo la leggenda, vivono uniti per l'eternità, nel santuario del “Dio Tuono” sotto le cascate.

Nel 1848 iniziò la costruzione di un ponte sul fiume Niagara per unire la sponda americana del fiume a quella canadese. Con l'incremento del traffico stradale, nel 1886, venne sostituito il vecchio ponte in pietra e legno con uno in ferro ancora in uso, completato nel 1897; conosciuto come il ponte Whirlpool consente il passaggio di veicoli, treni e pedoni, dal Canada agli Stati Uniti, e si trova a valle delle cascate. Nel 1941 venne poi costruito il ponte dell'arcobaleno (in inglese: Rainbow Bridge), nelle immediate vicinanze della cascata, adibito al passaggio di veicoli e pedoni; da esso si ha una spettacolare visione delle cascate nella loro interezza e dell’arcobaleno che vi si forma.

Lo spettacolo offerto da questa attrattiva naturale, porta qui annualmente circa 14 milioni di visitatori.

A questo scopo, negli anni novanta, è stata realizzata un'area turistica comprendente decine di grandi alberghi, bar, ristoranti ed anche dei Casinò, che hanno trasformato questa città in una  sorta di “Las Vegas” canadese.

Fra le attrazioni del posto, è interessante il “Maid of the Mist” (alla lettera: la fanciulla nella nebbia); un Battello turistico che consente di effettuare uno stravolgente giro sotto le cascate. Ai passeggeri viene fornito un apposito impermeabile con cappuccio per proteggersi dalla schizzi di acqua.

Il nome del battello si riferisce verosimilmente alla leggenda di ”Lelawala”, la bella ragazza che scelse di sacrificarsi al “Dio Tuono”. Perché… “nella nebbia”? Perché il salto d’acqua delle cascate crea un effetto nebbia.

Interessante anche una visita alla “Skylon Tower”; la torre (a forma di fungo) con in cima un “ristorante girevole”, dal quale si può godere una vista mozzafiato delle cascate illuminate di notte, mentre si consuma una deliziosa cena a lume di candela (noi abbiamo gustato dell’ottimo salmone canadese!)

La maggior parte delle aree adiacenti alle cascate fanno parte del Parco della Regina Vittoria, sotto il controllo della “Niagara Park Commission”, dove sono state create varie attrazioni legate all'ambiente naturale.

La penisola di Niagara è anche luogo di produzione di vini per cui sono stati realizzati percorsi e visite guidate alle cantine della zona. 

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