La “Cantina Ferrazzano” di Poggio Imperiale è di recente costruzione e fonda le sue radici in un territorio ricco di tradizione, conciliando con i valori di un tempo le più moderne ed innovative tecniche di produzione.
Può veramente un calice di vino raccontare millenni di storia umana?
E’ grazie alla perspicacia e la determinazione di Giuseppe Ferrazzano, che dopo ben 21 anni di permanenza in Toscana, terra di grandi e pregiati vini italiani, nel 2006 è tornato al suo paese di origine, Poggio Imperiale, ed ha acquistato un podere in località “Fucicchia” per impiantarvi dei vigneti.
La passione per i vigneti e per la produzione del vino Giuseppe (Peppino per gli amici) ce l’ha nel sangue; già suo padre Michele svolgeva il mestiere di “vignaiuolo” presso i vigneti “del Conte” di Santo Spirito e di San Nazario ed ancor prima il nonno Pietro presso i vigneti e la cantina dei “Nista”.
Una passione che Peppino sta cercando ora di trasmettere anche ai suoi figli.
L’attuale varietà riguarda 3 ettari di uve “Montepulciano” dalle quali ricava un vino rosso da 13,5 gradi; 1 ettaro e mezzo di uve “Merlot” dalle quali ricava un vino rosso da 14,5 gradi ed 1 ettaro e mezzo di uve "Syrah" dalle quali ricava un vino rosso da 14 gradi.
Il sistema di “allevamento” è quello denominato “cordone speronato”, la resa è di circa 80 quintali per ettaro e la produzione avviene attraverso una diraspatura e pigiatura soffice, con maceratura di 15 giorni alla temperatura di 27 – 29° C
I vini prodotti hanno ottenuto la classificazione IGT Puglia (Indicazione Geografica Tipica Puglia) e sono venduti direttamente presso la cantina di produzione sfusi o imbottigliati, ma possono anche essere ordinati telefonicamente con consegna a domicilio in ogni località italiana od estera.
Oltre ai vini “Moltepulciano”, “Merlot” e “Syrah”, la “Cantina Ferrazzano ricava dalle sue uve due ulteriori speciali vini: il “Fucicchia” ed il “Rosè”.
FUCICCHIA
Il “Fucicchia” è prodotto da uve Montepulciano e Merlot, due vini di grande carattere che, combinati insieme, danno come risultato un gusto intenso e piacevole.
Robusto e di grande struttura, questo vino si sposa perfettamente con carni rosse, sughi e pietanze dal sapore intenso.
Colore: rosso rubino intenso
Varietà: Montepulciano 65% Merlot 35%
Classificazione: IGT Puglia
ROSE’
Il “Rosè” è ottenuto da uve Montepulciano ed è caratterizzato da un colore rosa limpido.
E’ un vino delicato, ma dal gusto aromatico e deciso, perfetto per accompagnare pietanze leggere come carni bianche o pesce.
Ottimo come aperitivo, servito ad una temperatura di 10 – 12° C
Colore: rosa limpido
Varietà: Montepulciano
Classificazione: IGT Puglia
Sull’etichetta delle bottiglie del vino rosso “Fucicchia” si legge: “Un calice di vino racconta millenni di storia umana”.
Sarà poi vero?
Varrebbe la pena togliersi il dubbio gustando di persona un buon bicchiere di vino spillato direttamente dalla botte nella cantina da Peppino.
Ma forse anche a casa propria…non è male!
La “Cantina Ferrazzano” si trova a Poggio Imperiale (Foggia) in via San Severo snc, ma è raggiungibile anche telefonicamente (TEL/FAX +39 0882 997999 – cell. +39 329 7157577) o via internet: www.cantinaferrazzano.com; info@cantinaferrazzano.com:
Una finestra aperta sugli eventi, itinerari, viaggi e su quant’altro avrei avuto voglia e tempo di soffermare la mia osservazione, da quel cucuzzolo “virtuale” che è Poggio Imperiale…
Un luogo privilegiato di osservazione
sul passato, presente e futuro.
Sul mondo intero
(l.b.)
Un anno proficuo e denso di impegno, con una presenza continua di articoli che hanno spaziato, com’era nelle migliori intenzioni, …“sul passato, presente e futuro; sul mondo intero”.
32 articoli pubblicati a tutto il 12 agosto 2009 e corredati per lo più di puntuale documentazione fotografica, con una media di circa 3 articoli al mese, ripartiti nelle seguenti Sezioni:
- Ddummànne a l’acquarùle se l’acqu’è fréscijche (8);
- Divagazioni (2);
- Eventi (9);
- Storia (4);
- Viaggi (8);
- Work in progress (1)
L’impegno per il futuro è quello di continuare su questa strada…cercando di mantenere vivo l’interesse sugli argomenti che andrò via via a trattare.
CLASSIFICA ARTICOLI MAGGIORMENTE “CLICCATI” (oltre 300 volte)
- YAD VASHEM IL MUSEO DELL’OLOCAUSTO DI GERUSALEMME: la didascalia contestata. Linkato 658 volte; - A Milano “folgorati” dalla “Conversione di Saulo” del Caravaggio. Linkato 558 volte;
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Anche quest’anno la manifestazione è stata inserita tra i vari eventi che caratterizzano la programmazione dell’Estate 2009 in piazza Imperiale.
Visto il grosso successo che questa gara suscitava nei concorrenti e nel numeroso pubblico presente, dal 2007 diventò l’unica attrazione dell’intera serata.
Diverse squadre si fronteggiano per vincere il trofeo “CARRUCCI GRANPRIX” assegnato al “carruccio” e relativa squadra che taglia per prima il traguardo dopo una corsa che si disputa intorno alla Piazza e lungo il viale principale del paese per quattro giri ed un percorso totale di oltre due chilometri.
La particolarità di questa gara è che la spinta è fatta a staffetta dai restanti nove concorrenti che compongono la squadra oltre al pilota.
Molto ambita è anche la targa del “PREMIO COSTRUTTORI” assegnato al “carruccio” meglio costruito e da quest’anno anche la targa del “PREMIO COREOGRAFIA” assegnata alla squadra che ha organizzato al meglio anche la scenografia ed i costumi dell’intero staff.
Il “carruccio” da antica tradizione, non solo di Poggio Imperiale ma di tutti i paesi limitrofi, è un elementare attrezzo semovente costruito con una tavola e due assi perpendicolari: uno posteriore e l’altro anteriore. Alle estremità di quello posteriore venivano montate due ruote generalmente costituite da vecchi cuscinetti a sfera racimolati tra gli scarti dei fabbri.
L'asse anteriore invece era sterzante e doveva essere più largo della tavola per consentire l'appoggio dei piedi per le sterzate.
Sotto il perno di fissaggio dell'asse anteriore veniva fissato un terzo cuscinetto a sfera e l'abilità consisteva nel renderlo resistente agli scossoni delle buche che disseminavano quasi tutte le strade del paese.
Generalmente si giocava in coppia, uno seduto a fare da guidatore e l'altro a spingere fino a quando non concordavano il cambio. Così alternandosi nei ruoli si passavano le migliori ore del giorno a fare baccano con i cuscinetti che rotolando sulle strade per lo più pavimentate in pietra creavano l'ira delle persone che abitavano la strada.
C'era anche la possibilità di correre da soli ma in discesa con il grosso handicap che per risalire bisognava caricarsi del “carruccio” che certo non era un compito semplice per il suo peso anche in rapporto all'età del giocatore.
La “CORSA DEI CARRUCCI” da subito ha assunto una connotazione specifica alla quale si è data la denominazione di CARRUCCIO GRAN PRIX® provvedendo a registrarne denominazione e marchio "".
Nota: Il testo virgolettato è stato tratto da www.capitanata.it del 10/08/2009
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