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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Lorenzo (del 25/09/2009 @ 18:40:25, in Viaggi, linkato 240 volte)

Il Lago di Lesina

Il Lago di Lesina ha un’origine simile a quella del vicino Lago di Varano: un antico golfo “chiuso” dai sedimenti marini, separato dal Mar Adriatico da un cordone sabbioso largo circa 800 metri, detto Bosco Isola. Rappresenta una delle più grandi lagune del Mediterraneo meridionale e deve la sua fama alla pescosità delle acque, ricche soprattutto di anguille. La laguna è collegata al mare attraverso due canali artificiali, denominati Acquarotta e Schiapparo, e riceve acque dolci da piccoli fiumi e canali di bonifica. Nei periodi di bassa marea, a poca distanza dal centro abitato di Lesina, affiora nel lago l’isoletta di San Clemente.

Lago di Lesina

Punta Pietre Nere

Si tratta di elementi geologoci dalle caratteristiche davvero singolari e rare, che emergono dalla spiaggia di Lesina Marina in prossimità della foce del canale Acquarotta, e si presentano come un ammasso di scurissimi affioramenti di formazione geologica, costituito da rocce vulcaniche risalenti al Triassico; dunque a ben 245 milioni di anni fa. Le “pietre nere” di Lesina Marina potrebbero forse essere le più antiche rocce di tutta la Puglia e dell’Italia.

L’oasi “Duna di Lesina”

In prossimità del canale Acquarotta, tra il lago di Lesina e il Mare Adriatico si trova l’oasi “Duna di Lesina, che si estende per circa 25 ettari. Si tratta di un interessante sito che costeggia il canneto e gli specchi d’acqua della riserva naturale istituita nel settore orientale del bacino. E’ uno dei tratti costieri italiani più intatti dal punto di vista naturalistico. Presenta, infatti, una ricca varietà di specie faunistiche, quali il fenicottero rosa, l’airone bianco e rosso, il cormorano, diverse specie di anatre selvatiche, il pettirosso, l’airone cinerino, il falco di palude, il martin pescatore. Tutta la parte orientale del lago costituisce, dal 1981, “Riserva Naturale per il ripopolamento animale”.

Il Bosco Isola

Il Bosco Isola è un cordone litoraneo che separa la laguna di Lesina dal mare e costituisce la più interessante testimonianza di macchia mediterranea in una striscia di terra che percorre 18 km lungo un terreno sabbioso: boschi di leccio e pino, frammisti a carpino ed olmi, odorosi di mirto, alloro e rosmarino, circondato da vaste distese di cisto ed eriche tra cui si elevano, a macchia, ginepri ed olivastri.

Le Torri (Torre Fortore – Torre Scampamorte – Torre Mileto)

Si tratta di torri costiere di avvistamento e difesa, volute già in epoca aragonese e poi dagli spagnoli fino ai “Borbone”, e costruite per infittire la difesa della costa garganica contro temute incursioni.

Torre Fortore: la sua origine risale al 1485, quando Ferdinando d’Aragona conferiva a Riccardo Orefice la facoltà di costruire una torre di difesa del porto e della spiaggia di Fortore.

Torre Scampamorte: risale all’epoca del viceregno spagnolo, secolo XVI, e venne eretta dov’era un tempo la foce del canale S. Andrea, oggi interrata.

Torre Mileto: è la stazione balneare del comune di San Nicandro Garganico ed è situata sulla fascia costiera tra i laghi di Lesina e Varano. Il toponimo, che impropriamente identifica anche una parte dell'istmo che separa il Lago di Lesina dal mare, è riferito invece proprio alla torre, probabilmente una delle più grandi ed antiche della costa adriatica, nonché il punto della terraferma più vicino in assoluto alle Isole Tremiti per la distanza di sole 11 miglia.

Il Parco Archeologico di Monte Elio

A poca distanza da Torre Mileto, si trova il Monte D’Elio. E’ un rilievo roccioso che divide la Laguna di Lesina dalla Laguna di Varano, coperto in buona parte da fitti boschi di leccio. L’intera area, che versava in un profondo stato di degrado, è stata valorizzata attraverso la realizzazione del Parco Archeologico e Ambientale, ove sono stati riportati alla luce i ruderi di un antico borgo medievale. Una delle testimonianze più significative è costituita dai resti della bellissima Chiesa di Santa Maria. Gli altri reperti portati alla luce dagli archeologi risalirebbero al X sec. c.a. In epoca medievale vi sorgeva l’antica città di Devia, con la Chiesa romanica di Santa Maria che, attorno all’anno Mille, risultava concessa all’abate di Santa Maria delle Tremiti, come testimonia un antico documento dell’epoca.

Chiesa Monte Elio

La Dolina Pozzatina

Al 13mo chilometro della strada provinciale che da San Nicandro Garganico porta a San Marco in Lamis, si trova la Dolina Pozzatina. E’ una sorta di grande anfiteatro naturale dalla forma ellittica, originata dall’erosione dell’acqua per circa 100 metri di profondità ed un perimetro pressoché circolare di 1.850 metri complessivi. E’ una delle maggiori doline d’Italia, nonché la più grande della Puglia. Lateralmente è ricoperta di vegetazione spontanea di leccio, alaterno, lentisco, cerro, frassino, acero e olmo. Il territorio circostante è caratterizzato da un altopiano carsico con depressioni doliniformi e substrato geologico di calcare cretacico. Le condizioni di frescura, l’umidità e la profondità del sedimento che si accumula sul fondo, creano un microclima che determina la differenziazione di vegetazione tra l’ambiente interno e quello circostante.

Il Lago di Varano

In contrada Chianca, a circa 8 chilometri da Ischitella, si trova il Lago di Varano, che si estende su una superficie di circa 53 kmq.

Lago di Varano

La sua formazione geologica è relativamente recente (1000 d.C. c.a.). Il cordone litoraneo che chiude l’ampio golfo si sarebbe formato in seguito al continuo deposito di materiale solido trasportato dalle correnti del medio-basso Adriatico. Esso possiede una ricca vegetazione di pini d’Aleppo, ginepri e lentischi, dove vi dimorano cormorari, gabbiani, cuculi e tortore. Tra le lagune italiane, la laguna di Varano è una delle più interessanti ed atipiche; infatti, le sue caratteristiche morfologiche, fatte di coste alte e a picco e la profondità dei suoi fondali di 5,5 metri, la discostano molto dalla tipologia delle altre lagune, caratterizzate da sponde ed acque basse. Il Lago è collegato al mare per mezzo delle foci di Capoiale e di Varano, che ne elevano la salinità ed evitano l’impaludamento della zona. Alcuni studiosi antichi, tra cui Strabone, Pomponio Mela e Tolomeo, si riferivano, nelle loro opere, ad un’insenatura, un ampio golfo “incastonato” nelle pareti scoscese del Gargano nord, che si estendeva da Rodi fino all’odierna Torre Mileto, denominato “Sinus Uriae”.  

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Percorrendo la lingua di terra che separa il Mare Adriatico dal Lago di Lesina, si incontrano “Torre Fortore - Lesina Marina” e “Torre Mileto”, due località balneari facilmente raggiungibili in quanto poco distanti dai rispettivi comuni di Lesina e Sannicandro Garganico.

E il vicino casello dell’uscita di “Poggio Imperiale” dell’autostrada A 14 assicura il comodo collegamento con ogni località italiana ed europea.

La spiaggia, dalla finissima sabbia dorata, si allunga a perdita d'occhio e segue ininterrottamente il litorale, regalando uno scenario davvero suggestivo, evidenziato dall'azzurro intenso del mare che lambisce la costa.

E, a largo, proprio di fronte, le stupende Isole Tremiti.

L'economia di “Torre Fortore - Lesina Marina” e di “Torre Mileto” (o Maletta) è basata soprattutto sul turismo estivo e sulla pesca.

Oltre agli insediamenti abitativi, negli ultimi anni sono sorti numerosi villaggi turistici, moderne strutture di ricezione alberghiera, parchi acquatici e campeggi attrezzati.

 

Duna Isola del Bosco

Rara la bellezza dei paesaggi che si estendono nella selvaggia “macchia mediterranea”, conservando il fascino delle dune tra mare e lago, tra piante di mirto, rosmarino e liquirizia, cespugli di asparagina, rovi di more e rucola spontanea.

Vaste pinete, a ridosso della spiaggia, si alternano ad oliveti millenari e lussureggianti pianure, ricche di vegetazione di ogni genere, si alternano a monti frastagliati man mano che il promontorio del Gargano si fa più prossimo.

La duna, che da Torre Fortore porta a Punta Pietre Nere, fa da cornice all’insediamento turistico di Lesina Marina, con un’ampia spiaggia costeggiata da una fitta boscaglia, ricca di vegetazione e profumata di piante particolari.

 

Punta Pietre Nere

 

A “Torre Mileto”, invece, c’è anche l’alternativa di coste rocciose che si calano a picco sul mare, offrendo agli appassionati l’opportunità di effettuare immersioni subacquee per pescare o solamente per osservare gli interessanti fondali marini.

Ma cosa sta succedendo a “Torre Fortore - Lesina Marina”, ove si parla già da qualche anno di “dissesto idrogeologico”, e a “ Torre Mileto” ove si parla di abusivismo edilizio su area demaniale?

Per “Torre Fortore – Lesina Marina” si riporta un articolo del 7 agosto 2008 tratto dal sito: www.teleradioerre.it

« Lesina Marina, case a rischio per dissesto idrogeologico. L'anno scorso di questi tempi a Lesina Marina a fare paura erano le fiamme. Quest'anno invece l'acqua del mare che, tramite il canale che la collega al lago, penetra nella falda e scioglie i tetti in gesso delle cavità , quanto basta per mettere a rischio la stabilità degli edifici sovrastanti. Tre i condomini già sgomberati. Per altre 300 case, che potrebbero diventare 450, il rischio è dietro la porta. Le oltre 30mila persone che risiedono nella località di mare, a due passi da Lesina, sono fortemente preoccupate dall'aggravarsi del fenomeno del dissesto idrogeologico del quale si è occupato anche il Prefetto ……….., che si è detto favorevole alla chiusura dell'intero villaggio. Il sindaco di Lesina ……………. cerca di non creare ulteriori allarmismi ma pare abbia chiesto ad alcuni residenti di autofinanziare i sondaggi geologici per capire quali stabili sarebbero in pericolo. Se queste risposte tecniche ai possibili rischi di crollo non arriveranno entro 20 giorni, i condomini interessati dovranno essere chiusi previa ordinanza di sgombero del Comune. La situazione è tesa e si aggrava proprio nel clou della stagione estiva, scatenando preoccupazioni negli operatori che temono la crisi. Per evitare però la situazione diventi oggetto di strumentalizzazioni, il sindaco ………….. ha convocato per domani alle 19.00 all´hotel 'Lesina' una conferenza per aggiornare sulla vicenda. All'incontro parteciperanno proprietari di immobili, esperti in materia, villeggianti, operatori turistici e rappresentanti del mondo politico. Marzia Campagna ».

Con decreto del 31/10/2008, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza sino al 12 dicembre 2009 stante l’accertata grave situazione di pericolo per la pubblica incolumità causata dai crolli improvvisi del suolo. Le rocce gessose sottostanti, infatti, per effetto delle infiltrazione di acqua dal canale “Acquarotta” si stanno sciogliendo. Il grave fenomeno provoca danni al demanio ed alla proprietà privata.

Il Comune di Lesina avrebbe già emanato un bando di gara pubblica per gli “Interventi di messa in sicurezza del territorio comunale in località Lesina Marina interessato da fenomeni di dissesto idrogeologico”, per un importo do oltre due milioni di euro, ed i lavori sarebbero in corso di esecuzione.

Per “Torre Mileto” si riporta un articolo del 12 luglio 2009 tratto dal sito:

 www.sannicandrogarganico.org

« Legambiente: “Giù il villaggio di Torre Mileto”.

“Abbattere il villaggio di Torre Mileto”. A chiederlo con forza è Legambiente che lo ha inserito nella Top Five degli ecomostri nazionali. La notizia arriva da Bari dove questa mattina la squadra di tecnici di “Goletta Verde”, proprio a bordo dell’imbarcazione ambientalista, ha illustrato le criticità del mare e delle coste pugliesi. “Abbattere è la parola d’ordine per vincere la guerra contro il cemento illegale” , ha dichiarato …………, presidente Legambiente Puglia che ha deciso di scrivere anche al sindaco di Lesina, per chiedere che si attivino al più presto le procedure per l’abbattimento di quella cerniera di cemento illegale a Torre Mileto. Altro problema, oltre l’abusivismo, è l’inquinamento alle foci dei fiumi. In Puglia, i biologi di”Goletta verde” hanno rilevato ben 9 punti critici: quattro di questi in provincia di Foggia. Fortemente inquinate le foci dell’Ofanto, del Candelaro e del Fortore, un po’ meno quella di Varano. Per la costa pugliese i dati non sono però solo negativi. La Puglia vanta un’altissima percentuale di balneabilità (98,3%), risulta anche la più premiata dopo Sardegna e Toscana sulla Guida di Legambiente e Touring Club, con ben 36 località consigliate per paesaggi, accoglienza turistica, fondali particolarmente interessanti, luoghi di interesse storico culturale e pulizia del mare e delle spiagge. Tra queste conquista quattro vele Chieuti, in provincia di Foggia ».

Pare che siano in corso trattative per la sanatoria di alcuni immobili (abusivi) realizzati al di fuori dell’area demaniale, contro l'abbattimento delle costruzioni abusive insistenti in area demaniale, per il ripristino dei principali valori ambientali del territorio, ovvero della fascia costiera fino a ottanta metri dalla battigia.

A quando la risoluzione di tutti questi problemi?

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Di Lorenzo (del 07/09/2009 @ 14:01:21, in Eventi, linkato 404 volte)

Alle ore 19,30 di sabato 22 agosto 2009, alla presenza di un folto pubblico, presso la Biblioteca Comunale di Poggio Imperiale è avvenuta la presentazione del libro “Viaggio d’autunno”, una raccolta di poesie di Giacomo Fina, Edizioni del Poggio.

Sono intervenuti, per il Comune di Poggio Imperiale che ha patrocinato l’evento, il Vice Sindaco Alberto Caccavo, l’Assessore alla Cultura Antonio Mazzarella e l’Assessore alle politiche sociali Maria Michela Fina, peraltro figlia dell’autore.

Relatori, la Prof.ssa Oriana Fidanza, scrittrice, il giornalista e scrittore Giucar Marcone e l’autore del libro Giacomo Fina, mentre il coordinamento e la presentazione sono stati affidati al Prof. Florindo Di Silvio.

Il libro, che fa parte di “Emozioni”, la “Collana di Poesia” diretta da Giucar Marcone delle Edizioni del Poggio, aggiunge un ulteriore tassello al variegato universo delle pubblicazioni nel quale Giuseppe Tozzi, l’Editore presente alla cerimonia di presentazione, sta dimostrando doti di grande capacità professionale e di perseveranza, visto il livello di affermazione conseguito in campo nazionale.

La perspicacia di saper offrire anche ad autori emergenti l’opportunità di esprimersi e rendere pubbliche le loro “emozioni” rappresenta forse la chiave del suo successo.

Giacomo Fina (Mimì per gli amici) è un altro “Tarnuèse” che ha vissuto per oltre vent’anni lontano da Poggio Imperiale - a Monselice, in provincia di Padova, per la precisione - ma che ha mantenuto forti legami con la propria terra ove, non appena possibile, ha sempre fatto ritorno.

Ne sono prova le poesie dedicate a Poggio Imperiale… “Così era il paese”, “Così era la festa”…ma anche “Che tristezza”…e tante altre che palesemente o solo velatamente, a volte in somma letizia ed a volte anche con profonda amarezza, localizzano l’azione in quel paesino della Capitanata, che è per l’appunto Poggio Imperiale.

 << Questa nuova raccolta di poesie di Giacomo Fina è il racconto in versi del suo vissuto sia in prima persona che come acuto osservatore delle varie stagioni della vita. Emblematico il titolo “Viaggio d’autunno”, metafora di quella fase della vita che porta alla riflessione, al bilancio di quel che si è fatto, un consuntivo sul quale meditare per affrontare con maggiore serenità l’ “inverno”. La poesia di Fina è lo scandaglio di episodi che riaffiorano dal deposito della memoria, complice una struggente nostalgia per un passato lastricato di ricordi, di speranze, di timori. Sul filo della memoria si snodano immagini care, familiari, momenti tristi e meno tristi, … amari, portati, talvolta, dalla voce del vento, ambasciatore di sentimenti mai sopiti >> (1)

Anche i disegni riportati all’interno del libro ed il dipinto di copertina sono opera del medesimo autore.

Giacomo Fina non è nuovo a queste esperienze; egli ha infatti già pubblicato nel 2007 un’altra raccolta di poesie sue e di suo figlio Gino, scomparso immaturamente in una tragica circostanza:

“Dialogo Postumo” di Giacomo Fina e Gino Fina, Malatesta Editrice.

(1) Il testo virgolettato << …… >> è tratto dalla quarta di copertina del libro “Viaggio d’autunno” di Giacomo Fina, Edizioni del Poggio.  

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