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Il giorno della Memoria 2026
Il Giorno della Memoria 2026
di Lorenzo Bove
Il Giorno della Memoria 2026, oggi 27 gennaio 2026, assume un valore cruciale, segnando un passaggio fondamentale nella conservazione della memoria storica, specialmente con il passare del tempo dall’olocausto.
Questa ricorrenza, che commemora le vittime del nazismo e delle leggi razziali, invita a una riflessione necessaria per il presente, costellato da numerose incognite riguardo agli scenari di guerre in atto, occupazioni, prevaricazioni e mancato rispetto del sistema regolatorio internazionale che ha garantito gli equilibri fra i popoli, occidentali in particolare, negli ultimi 80 anni, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Nella sua nota poesia “A Livella”, il grande Totò ricordava:
“Ogn’anno, il due novembre, c’è l’usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero”.
Ma sicuramente Totò non pensava ad una ricorrenza rutinaria, stanca e di semplice facciata; presumo invece che egli ci tenesse molto al culto dei morti.
Lo precisa molto bene quando dice “Ognuno ll’adda fà chesta crianza”.
La “crianza” è un termine che ha radici nello spagnolo e nel latino, utilizzato nel dialetto napoletano per descrivere la buona educazione e la cortesia.
È un concetto che implica non solo l’importanza di rispettare e considerare gli altri, ma anche di essere educati e rispettosi nei confronti del prossimo. La “crianza” è considerata qualità innata e difficile da acquisire in età adulta, e viene spesso utilizzata in frasi come “a bbona crianza” o “ ‘o muorzo d’ ‘a crianza” (il boccone della cortesia). Questo termine riflette la profonda importanza che la comunità napoletana attribuisce alla buona educazione e alla cortesia come elementi fondamentali della vita sociale e personale.
E, dunque, prendiamo spunto da questa breve riflessione, per dare alla “giornata della memoria” la giusta importanza, onde riflettere sul nostro futuro e sulla sorte dei tanti popoli oppressi, perché i moderni ed attuali carnefici (travestiti da falsi profeti) rinsaviscano, ricercando insieme pacifiche soluzioni per una reciproca convivenza civile.
Nel suo discorso a Davos dei giorni scorsi, il primo ministro canadese Mark Carney ha invitato a prendere atto che l’ordine mondiale del dopoguerra è finito, e ha esortato le “potenze intermedie” a cooperare tra loro in modo pragmatico, per difendere i valori democratici e non finire succubi dei paesi egemoni.
Meditate gente, meditate!

Foto di repertorio
da Internet