Una vacanza di fine agosto a Merano

di Lorenzo Bove

Siamo appena tornati a casa da una breve e piacevole vacanza di fine agosto a Merano, nel Sud Tirolo. Una settimana di relax trascorsa in una località amena, ove luoghi e paesaggi rallegrano la vista e lo spirito, e che per noi rappresentano sempre un lieto ritorno, avendoli in passato frequentati per trascorrere d’inverno le nostre “settimane bianche” sulla neve, ma anche in altre occasioni.

“Passeggiate e palme, giardini e parchi, castelli e palazzi, ville e magnifici edifici.

Merano è il fascino di una storica località termale dove l’ospitalità è una vocazione.

Merano vuol dire usanze tirolesi e prelibatezze culinarie, l'attitudine italiana alla ‘bella vita’ e la grande cucina di un ‘paese’ famoso in tutto il mondo per il suo buon gusto.

Merano si esprime con gli artisti e gli operatori culturali, le guide della città e i dirigenti dei musei che offrono ai visitatori la possibilità di conoscere la storia e la cultura di ieri, di oggi e di domani. Merano, ovvero i suoi musei, i suoi festival, il suo carattere cosmopolita.

Merano è una passeggiata nella rugiada del mattino, è un tuffo nel Passirio, è una salita sulla cima Muta, è vagare tra i Portici medievali.

Merano è la vivace diversità in fiore di una piccola città giardino, un angolo d'ombra sotto un vecchio castagno, un gelato in un Caffé, un primo raggio di sole a marzo” (Tratto da “Merano – vacanze consapevoli”https://www.merano-suedtirol.it/it/merano.html (si apre in una nuova scheda) ).

 

 

Alcune vedute di Merano

Foto by Lorenzo Bove

Merano è il secondo nucleo più grande dell’Alto Adige; lo scenario unico ed il ricco calendario di proposte culturali ne fanno una cittadina prospera di vita pulsante.

Rinomata fin dal XIX secolo come stazione termale, la città è nota per il suo elegante centro con i palazzi in stile liberty, le passeggiate fiancheggiate da una vegetazione mediterranea ed il paesaggio alpino circostante.

I Portici di Merano

Foto di repertorio da Internet

I  portici, i castelli e le antiche porte di accesso raccontano di una Merano che nel passato è stato il polo nevralgico del Tirolo storico. Anche il moderno centro termale si ricollega al suo passato di apprezzata stazione climatica. Degni di nota sono anche le chiese, i musei e le diverse attrazioni.

Le vecchie Terme di Merano

Foto di repertorio da Internet

Le nuove Terme di Merano

Foto by Lorenzo Bove

I molti luoghi di culto e le chiese di Merano testimoniano il suddetto suo importante ruolo di centro termale per l’aristocrazia europea del XIX secolo. A quel periodo risalgono le chiese cattoliche come anche quella evangelica, quella ortodossa e la sinagoga. Da molti anni Merano ospita inoltre un centro buddista e un luogo di preghiera islamico.

Gli edifici sacri e le chiese di Merano rispecchiano il corso del tempo e i diversi stili architettonici: dalla chiesa romanica a tre absidi alla chiesa parrocchiale in stile gotico, dal Medioevo al XX secolo. Molti luoghi di culto sono tuttora attivi e visitabili.

  Il Duomo di Merano

Foto by Lorenzo Bove

In particolare, il Duomo di Merano ovvero la Chiesa parrocchiale di San Nicolò, unisce architettura tardo-gotica, una storia vivace e opere d’arte straordinarie: una tappa imprescindibile per appassionati di cultura. È il cuore spirituale di Merano e un capolavoro dell’architettura tardo-gotica. Menzionata per la prima volta in un documento del 1266, la sua costruzione iniziò nel 1302 e fu consacrata nella sua forma attuale nel 1465. Situata all’estremità superiore della Via dei Portici, nel cuore del centro storico della città, la chiesa rappresenta un esempio eccezionale di architettura gotica in Tirolo.
Architettura e arredi: La chiesa a tre navate è caratterizzata dalla sua imponente torre di 78 metri che domina il panorama della città (attualmente ‘incartata’ per via dei lavori di restyling in corso).La facciata occidentale è decorata con un rosone, mentre quella meridionale è ornata da affreschi del XV secolo, tra cui le raffigurazioni della Porta della Croce e della Resurrezione di Lazzaro. All’interno, si trovano altari di grande valore artistico, tra cui l’altare maggiore di Jakob Pirchstaller (1786-1788) e altari neogotici con portale di Dominikus Trenkwalder (1892). Il pulpito in arenaria rossa risale al XV secolo e l’organo, costruito da Georg Hradetzky nel 1973 e successivamente ampliato a 40 registri, arricchisce ulteriormente l’acustica della chiesa.

Significato storico: Originariamente una chiesa curata della parrocchia del Tirolo, nel 1657 la chiesa di San Nicolò fu elevata a parrocchia indipendente. Nel XIX secolo fu oggetto di numerosi restauri, tra cui quelli a opera di Friedrich von Schmidt, maestro costruttore del Duomo di Vienna, tra il 1882 e il 1898. L’ultimo restauro completo risale al periodo compreso tra il 1993 e il 2000. Attorno alla chiesa si trovano diverse lapidi storiche che raccontano la storia della città.

Una panoramica dettagliata di questi monumenti e del loro significato per la storia locale è disponibile nel libro “Die Grabmäler von St. Nikolaus” (I monumenti funebri di San Nicolò).

Chiesa Evangelica di Cristo

Foto by Lorenzo Bove

Ed anche la Chiesa Evangelica di Cristo a Merano è un punto di riferimento importante della città, un luogo dove la storia, la fede e l'arte si intrecciano in modo straordinario.

Situata sulla Passeggiata Passer, fu costruita tra il 1883 e il 1885 in stile neogotico. La chiesa appartiene alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia ed è un vero e proprio simbolo. Particolarmente notevole è la grande figura di Cristo che benedice, che sorveglia i fedeli – un capolavoro in marmo di Lasa, ispirato alla statua di Bertel Thorvaldsen.

La costruzione della chiesa è legata allo sviluppo di Merano come località termale. Già nel 1861 i primi membri della comunità evangelica cominciarono a organizzarsi in città. Nel 1870 fu nominato il primo pastore e nel 1876 si costituì la comunità evangelica di Merano come parte della Chiesa Evangelica dell’Austria. E questa atmosfera aperta e cosmopolita è ancora oggi percepibile a Merano.

L'edificio stesso è pervaso da un'atmosfera unica. È immerso in un giardino idilliaco e dominato da un campanile appuntito. Le pareti esterne sono un vero capolavoro dell'architettura neogotica, con eleganti contrafforti e finestre a sesto acuto. L'interno è semplice, ma offre ampio spazio per la meditazione e la preghiera. Da sottolineare sono i bassorilievi in legno dell'altare e della predella, realizzati da Franz Xaver Pendl, così come l'imponente crocifisso.

La Chiesa di Cristo non è solo un luogo di preghiera, ma anche un punto di incontro culturale. Qui si tengono regolarmente concerti di musica sacra e di organo, e chi passeggia lungo la Passeggiata Lungo Passirio ha la sensazione di trovarsi quasi in un altro paese. L'atmosfera del giardino, l'imponente edificio e l'armonia tra natura e architettura fanno della Chiesa Evangelica di Cristo una meta davvero speciale per chi visita Merano.

Merano, come città cosmopolita, invita a scoprire diverse culture e religioni. La Chiesa di Cristo è una testimonianza straordinaria di questo patrimonio unico e un luogo che riflette sia la fede che la diversità della vita a Merano.

La Statua di “Sissi”

Foto by Lorenzo Bove

La statua dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, nota come Sissi, si trova nel Parco Elisabetta di Merano, tra le palme e sulle rive del fiume Passirio . È un monumento in marmo scolpito da Hermann Klotz nel 1903, realizzato in omaggio all’imperatrice e alla sua influenza sul fiorire della città termale. L’imperatrice Elisabetta, celebre per la sua bellezza, la passione per i viaggi e l’amore per la natura, soggiornò a Merano dal 1870 fino agli anni ’90, attirando aristocrazia e alta borghesia europea. I suoi soggiorni contribuirono alla trasformazione della città in un centro di cura e cultura, con alberghi eleganti, stabilimenti termali, teatri e caffè.

Merano, situata nella provincia autonoma di Bolzano in Alto Adige, è una città bilingue dove convivono italiano e tedesco come lingue principali, con una piccola minoranza che parla ladino o dialetti locali come il mòcheno. La popolazione si divide praticamente in due: circa il 50,47% è di madrelingua tedesca e il 49,06% di madrelingua italiana, mentre lo 0,47% parla ladino.
Il tedesco è la lingua madre della maggior parte degli abitanti e viene utilizzato soprattutto nella vita privata e nelle comunità locali, mentre l'italiano è la lingua ufficiale dello Stato e ampiamente usata nelle istituzioni, nei negozi e nei servizi pubblici.

La città ha anche una ricca tradizione di dialetti tirolesi, varianti del tedesco influenzate dall'italiano e dal ladino, che si sentono ancora oggi tra gli abitanti.

Grazie alla storia e alla posizione geografica di confine, Merano è una città multilingue e multiculturale, dove i residenti sono abituati a comunicare sia in italiano che in tedesco, e durante la stagione turistica si possono sentire anche altre lingue come inglese, francese o spagnolo.
In sintesi, a Merano è possibile comunicare tranquillamente in tedesco o in italiano, e conoscere anche alcune espressioni del dialetto locale.

“Gästehaus Salvatorianerinnen”

Foto by Lorenzo Bove

Nel nostro periodo di permanenza, io e mia moglie abbiamo alloggiato presso la “Gästehaus Salvatorianerinnen”, una struttura alberghiera situata in una tranquilla area verde alle porte di Merano, che offre - all'interno di un antico e imponente monastero cattolico delle Suore Salvatoriane dell'Ordine Teutonico [Nota 1], completamente rinnovato - confortevoli camere dotate dei più moderni comfort, ad un km circa dal centro città e a meno di tre dai giardini di Castel Trauttmansdorff e dal comprensorio sciistico Merano 2000.

Sono disponibili anche camere dotate di balcone (attrezzato con sdraio e tavolino) affacciato sul gradevole parco della struttura nonchè sulle montagne circostanti e sul villaggio di Tirol. E noi ne abbiamo scelto proprio una con il balcone, con il piacere di goderci la vista del paesaggio sin dall’alba e fino al tramonto, oltre che sdraiarci ‘al sole di fine agosto’ durante il pomeriggio, ma anche al piacevole freschino della sera.

Al mattino un’invitante (e abbondante) prima colazione dolce e salata a buffet con succhi di frutta casalinghi e tisane; con degustazione anche durante la giornata di frutta e verdura coltivate direttamente presso la Salvatorianerinnen, in un'atmosfera unica di calore e solidarietà.

Un'oasi di relax, circondata da natura rigogliosa e alberi ombreggiati; un giardino che incanta con un tocco mediterraneo, permeato da profumi di rosmarino, lavanda e salvia e dona alla vacanza una dolce sensazione di naturale serenità e di puro piacere. È presente anche un minuscolo laghetto Kneipp nel quale è possibile camminare consapevolmente e lentamente, sperimentando appieno la potenza dell'idroterapia Kneipp (un percorso che alterna acqua calda e fredda per stimolare la circolazione); una semplice ma estremamente efficace pratica di promozione della salute naturale e poi rilassarsi negli angoli appartati del giardino forniti di panchine, sedie sdrario e tavolini, e godersi la tranquillità e l'armonia dell'ambiente.

[Nota1: L'Ordine Teutonico, fondato nel XII secolo, è una comunità di fratelli e sorelle dedicata alla carità, all'istruzione e al sostegno cristiano. Fratelli e sorelle lavorano insieme per mantenere la tradizione di aiutare in ambiti come l'infermieristica, l'istruzione e l'assistenza sociale. Il loro simbolo, la croce, e i personaggi di Santa Elisabetta di Turingia e di San Giorgio, riflettono lo spirito dell'Ordine: "Aiuto, Guarire, Difendere". (Cfr. Ordine Teutonico - Provincia in Italia | Suore Salvatoriane (si apre in una nuova scheda) )]

Merano offre inoltre, tra l’altro, una gastronomia che fonde sapori tirolesi e mediterranei, con ingredienti freschi e locali. Tra le specialità più rappresentative troviamo:

  • Knödel (Canederli): polpette di pane raffermo con speck, formaggio o spinaci, servite al brodo o al burro;
  • Speck dell’Alto Adige IGP: prosciutto affumicato leggermente speziato, spesso accompagnato da pane di segale croccante chiamato Schüttelbrot;
  • Spätzle: gnocchetti tirolesi, talvolta con spinaci o formaggio, serviti come primo piatto o contorno;
  • Schlutzkrapfen: ravioli a mezzaluna ripieni di spinaci e ricotta, conditi con burro fuso e formaggio grattugiato;
  • Kaiserschmarren: dolce a base di uova e marmellata di mirtilli, tipico dessert altoatesino;
  • Bauergroestl: piatto in padella con carne, patate e uova, molto saporito e tradizionale.
  • Zuppe tipiche: come la Gulaschsupp.e e la zuppa d’orzo, piatti contadini sostanziosi.

Altri prodotti locali includono formaggi di malga come il Bergbauernkäse, il formaggio al vino Lagrein e il Camembert Edelweiß, oltre a frittelle salate ripiene chiamate Tirtlan.

Durante l’autunno, da ottobre a metà novembre, si celebra il Törggelen, una tradizione locale con castagne arrosto, salsicce, canederli e vino nuovo, offerta in numerosi Buschenschänke e cantine della zona.

Strudel di meleFoto by Lorenzo Bove
Strauben
Knödel

Strudel (Dolce ripieno di mele)

Strauben (Frittatine con marmellata di mirtilli);

Knödel (Canederli: Polpette di pane, speck e uova e spezie).

Foto by Lorenzo Bove

Orbene, tornare in Sud Tirolo e in Trentino Alto Adige in generale, d’estate, durante l’inverno, ma anche in primavera e in autunno, è sempre un piacere.