Ma va là, le elezioni comunali sono una storia a sé!
di Lorenzo Bove
Domenica e lunedì (ieri e l’altro ieri) si è svolta in Italia l’ultima tornata di elezioni amministrative che ha interessato un considerevole numero di Comuni, tra cui un Capoluogo di Regione, Venezia, per una popolazione di oltre sei milioni di cittadini.
Ed è proprio su Venezia che sono stati puntati i riflettori di tutti gli schieramenti politici, in primis quelli del consolidato Centro-Destra, al Governo, e del nascente Centro-Sinistra (cosiddetto “Campo largo”): i primi nel timore di un eventuale effetto trascinamento dopo la sconfitta subìta nel recente Referendum costituzionale, e i secondi – al contrario – nella speranza di poterne invece cogliere i benefici.
Ebbene, i risultati di Venezia si sono rivelati favorevoli, già al primo turno e di netta misura, nei confronti dello schieramento governativo di Centro-Destra della Presidente Giorgia Meloni, sfatando il mito dell’effetto trascinamento, tanto auspicato dall’opposto schieramento di Centro-Sinistra (Campo largo).
E, tutto questo, per la Storia … e forse anche un po’ per la Geografia.
Se invece vogliamo entrare nei dettagli delle scelte degli elettori – che comunque nel complesso continuano a dimostrare scarso interesse a recarsi alle urne, con una media di presenze a livello nazionale intorno al 50% degli aventi diritto – scopriamo che il nuovo sindaco di Venezia Simone Venturini si è presentato con una sua lista Civica, raccogliendo (da solo) 29.705 voti (pari al 30,29%), mentre il candidato di FdI 12.782 (pari al 13,03%), Lega 4.657 (4,75%), Forza Italia-Ppe 2.459 (2,51%), Unione di Centro 760 (0,78%, Partito dei Veneti 514 (0,52%), per un totale complessivo di 52,360 voti (pari al 51,45).
Nell’opposto schieramento di Centro-Sinistra (Campo Largo), invece, il candidato del PD ha raccolto 24.288 voti (pari al 24,77%) e gli altri partiti percentuali minori, per un totale complessivo di 39.510 voti (pari al 38,52%).
Dunque, i cittadini di Venezia hanno dato le loro preferenze – in ordine di consensi assoluti registrati (perché di questo si tratta) – al loro concittadino Simone Venturini (Lista Civica) con il 30,29%, seguito dal PD con il 24,77% e FdI con il 13,03% (e poi gli altri).
Peraltro, il neo Sindaco Simone Venturini è stato già nella Giunta del Sindaco uscente Luigi Brugnaro, in qualità di assessore al Turismo, allo Sviluppo economico e alla Coesione sociale.
Ed anche lo stesso Luigi Brugnaro, in carica dal 2015 al 2026, venne eletto come indipendente, con il sostegno di liste civiche locali, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia e, all’atto del suo insediamento, si definì “Sindaco senza tessere”.
Si potrebbe sostenere, senza ombra di dubbio, che si tratta di una scelta “scontata” e in continuità.
Ma vi è di più.
Simone Venturini è stato boy scout da ragazzo ed è di orientamento centrista [“l’enfant prodige che parla democristiano”, dice di lui il Giornale], arrivato alla politica con l’UdC di Pier Ferdinando Casini.
Concludendo, a parere di chi scrive, le elezioni amministrative e soprattutto quelle comunali risentono molto dei fattori locali e i loro risultati ben difficilmente possono essere presi in prestito per simulare o pronosticare esiti elettorali su scala nazionale. Così dicasi per i Referendum.
Meditate gente … meditate!

Simone Venturini
nuovo sindaco di Venezia
Foto di repertorio da Internet