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Tarranòve tra gli anni 40 e 60 del secolo scorso – Storie di guerra e di vita che continua

Documenti, foto, corrispondenza, attestati di riconoscimento al merito, fogli matricolari, medaglie e carteggi vari; una documentazione che parla di un periodo storico importante per la nostra nazione ma anche per il mondo intero, quello del secondo conflitto mondiale. Ed ancora, appunti con specifiche ricerche eseguite intorno alla tragica fine del Cacciatorpediniere italiano “Espero”, affondato sulla rotta da Taranto per Tobruk nel 1940, nel quale trovarono la morte tanti giovani connazionali tra cui anche un sottufficiale terranovese della Regia Marina Italiana.

Materiale sufficiente per un libro di memorie di fatti, episodi, avvenimenti riguardanti la Seconda Guerra Mondiale vissuta e combattuta anche da persone di un paesino in terra di Capitanata, ma pure di ricordi di infanzia e prima giovinezza, trascorse in spensieratezza a Tarranòve, Poggio Imperiale, in provincia di Foggia, nell’immediato dopoguerra, da persone ormai avanti con gli anni, che la guerra non l’hanno affatto veduta, ma che sicuramente ne hanno subito le conseguenze, in un  Paese ove regnavano macerie, reduci, vedove, orfani, mutilati e mutilatini, prima ancora che la luce si rischiarisse con l’avvento del cosiddetto boom economico che ha visto poi  l’Italia rinascere fino a raggiungere livelli di benessere apprezzabili.

L’occasione per raccontare, soprattutto ai più giovani  perché abbiano memoria del passato, alcune storie che si intrecciano tra loro;  storie che parlano di luoghi e persone, ma che esprimono concetti di portata universale per la loro trasversalità di relazione, svelando il naturale trasporto affettivo dell’uomo alla ricerca di un punto di riferimento che gli dia sicurezza: la famiglia, l’appartenenza, l’amore per la propria Terra.

E prevale la passione per la cultura, la storia, le tradizioni; un sentimento che deve dimorare sempre ad un livello più elevato e nobile rispetto al comune vedere delle cose e, dunque, al di sopra di ogni sospetto di autoreferenzialità, piaggeria o autocompiacimento, per contribuire a mantenere nel tempo gli occhi puntati sul passato, al fine di comprenderne meglio tutti gli aspetti, quelli belli e quelli brutti, quelli piacevoli e quelli meno piacevoli, cercando di costruire tutti assieme, specialmente con le nuove generazioni, un futuro migliore, scevro per quanto possibile degli errori del passato.

Lorenzo Bove
Tarranòve
tra gli anni 40 e 60 del secolo scorso
Storie di guerra e di vita che continua
Edizioni del Poggio
2021

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