Libri

Libri scritti e pubblicati da Lorenzo Bove

 

  • IL CIBO in terra di Capitanata e nel Gargano tra storia, popolo e territorio –
    “Tarranòve, pane e pemmedòre e arija bbòne”, Edizioni del Poggio 2018

 

 

 

 

  • “Ddummànne a l’acquarùle se l’acqu’è fréscijche – detti, motti, proverbi e modi di dire Tarnuìse”, Edizioni del Poggio, 2008 – Seconda Edizione, ristampa 2010

 

 

 

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Seguono i dettagli dei singoli libri

 

  • IL CIBO in terra di Capitanata e nel Gargano tra storia, popolo e territorio – “Tarranòve, pane e pemmedòre e arija bbòne”, Edizioni del Poggio 2018

I profumi e gli odori del cibo che ci hanno pervasi nel periodo della nostra infanzia, penetrando nelle narici e stimolando straordinari (e a volte anche inappagati) appetiti, sono indelebilmente stampati nel nostro cervello e basta solo percepirne lievi sentori per associare eventi, fatti, situazioni di un tempo lontano, che fa parte ormai di sopite reminiscenze.

L’Anno del Cibo Italiano, indetto dal nostro Governo per il 2018, ha offerto all’autore lo spunto per rievocare le tradizioni popolari legate al cibo della Capitanata e del Gargano, l’antica Daunia, partendo da Tarranòve, il suo paesello di origine, tra storia, popolo e territorio.

Un vecchio detto paesano di Poggio Imperiale, Tarranòve in vernacolo, recitava: “Tarranòve, pane e pemmedòre e arija bbòne”.

Un invito a prendere le cose per il giusto verso e senza eccessivo affanno. E, in effetti, quel detto voleva proprio invitare alla distensione e alla serenità che solo un piccolo borgo sviluppatosi alla sommità di una collinetta (poggio) immersa in una vegetazione lussureggiante poteva offrire. In terra di Capitanata ai piedi del Gargano del quale si vanta di costituire la porta naturale.

Aria buona, quindi, e cibi semplici e genuini rappresentati da una fetta di pane pugliese, frutto del grano coltivato in quelle floride campagne, accompagnata dai rossi e squisiti pomodori locali conditi con un olio extravergine di oliva paesano la cui fragranza non ha eguali.

E in questo libro affiorano episodi, legati per la maggior parte al cibo tradizionale, che si snodano attraverso la storia, il popolo e il territorio della Capitanata e del Gargano, offrendo al lettore curiosi e interessanti spunti per fare un piacevole salto a ritroso nel passato, che si perde ormai nella notte dei tempi, ma che, paradossalmente, come d’incanto appare così vicino per via di quei delicati messaggi di amore, pace, serenità che riesce ancora a trasmetterci, oggi più che mai.

 Lorenzo Bove

Presentazione del libro

Si è tenuta a Poggio Imperiale, sabato 4 agosto 2018, nell’insolito scenario dei giardinetti pubblici della locale via Attilio Lombardi, allestiti opportunamente per l’occasione, la presentazione del nuovo libro di Lorenzo Bove dal titolo “IL CIBO in terra di Capitanata e nel Gargano tra  storia, popolo e territorio – Tarranòve, pane e pemmedòre e arija bbòne”, Edizioni del Poggio, 2018.

Una serata all’insegna della cultura, condotta  dalla brava e bella Federica Palmieri, giornalista professionista, e resa interessante dagli interventi del giornalista, poeta e scrittore Giucar Marcone e dello scrittore di storie patrie Alfonso Chiaromonte, tra musiche e canti della tradizione popolare, con Dino Vitale alla consolle.

Le interessanti testimonianze di un vecchio fornaio terranovese, Nicola Bonante, hanno poi fatto varcare con la mente, ai convenuti, i limiti del tempo, con un salto a ritroso nelle passato del borgo di Poggio Imperiale.

E la Compagnia Teatrale Terranovese, infine, con la sua consueta bravura, si è esibita in una farsa dialettale, dal titolo “Dind’a ‘na cas’a tarnuèse”, scritta dal medesimo autore del libro, riscuotendo scroscianti applausi da parte del pubblico presente, intervenuto numeroso all’evento.

La serata si è conclusa con la degustazione di pane e pomodoro terranovese e vino locale, offerti dall’autore, a cura dell’Associazione Poggio Circuito Creativo, dopo i saluti del sindaco di Poggio Imperiale Alfonso D’Aloiso, dell’Assessore alla cultura Alessandro Buzzerio, dell’Editore Peppino Tozzi e l’intervento dell’autore.

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  • Ddummànne a l’acquarùle se l’acqu’è fréscijche – detti, motti, proverbi e modi di dire Tarnuìse”, Edizioni del Poggio, 2008 – Seconda Edizione, ristampa 2010

“Ddummànne a l’acquarùle se l’acqu’è fréscijche – detti, motti, proverbi e modi di dire Tarnuìse”: un pretesto per mettere in luce alcuni aspetti di Tarranòve, Poggio Imperiale, e dei suoi abitanti, i Tarnuìse, in un quadro fantastico dal quale traspare la magia dei ricordi, degli odori e dei sapori di un territorio “senza confini”, che ha saputo fondere nel suo insieme usi, costumi e tradizioni diverse.

Un’occasione per scoprire divertenti siparietti di un “tempo che non c’è più” ma che forte mantiene la propria presenza nell’intimo di ogni tarnuèse. Uno spaccato della vita paesana tarnuèse vista attraverso detti, motti, proverbi e modi di dire che nel tempo hanno caratterizzato questa piccola comunità dell’Italia Meridionale.

Viene proposta per prima la traduzione letterale delle locuzioni dialettali (dal tarnuèse all’italiano). In seguito si passa al loro possibile significato: vale a dire ciò che il modo di dire intende esprimere. Infine si cerca di approfondirne gli aspetti, sotto il profilo del contesto e delle ragioni che potrebbero averlo generato.

Il lavoro si spinge anche nella ricerca delle origini del dialetto tarnuèse, giungendo alla conclusione che, pur in presenza di un’eterogeneità di idiomi, sia stata predominante l’influenza del napoletano. Inoltre alcuni termini dialettali tarnuìse risentono dei medesimi francesismi e ispanismi dello stesso dialetto napoletano.

Un nuovo libro che va ad aggiungersi alla schiera dei testi che da qualche tempo hanno inteso dare visibilità a Tarranòve, alla sua comunità e alla sua gente.

Un’altra opportunità per fermare il tempo sulle origini, immortalando in modo indelebile le sue immagini.

Un ulteriore tassello per accrescere lo stupendo mosaico della tradizione.

Presentazione del libro

La sera del 12 agosto 2008, alle ore 19,30, si è svolta all’interno del cortile della scuola elementare “De Amicis” di Poggio Imperiale, alla presenza di un folto pubblico di poggioimperialesi e di altre persone presenti in paese per il periodo estivo, la manifestazione di presentazione del libro “Ddummànne a l’acquarúle se l’acqu’è fréscijche – Detti, motti, proverbi e modi di dire Tarnuíse di Lorenzo Bove, Edizioni del Poggio, con il patrocinio del Comune di Poggio Imperiale.

Presente per l’Amministrazione Comunale il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Sig.ra Michela Maria Fina che ha rivolto all’autore parole di apprezzamento per questo libro, scritto da un concittadino che vive da anni a Milano, ma che ha mantenuto forti legami con il suo paese di origine.

La manifestazione è stata coordinata e presentata dell’Ins. Fernando Chiaromonte, docente della locale scuola elementare ed amico d’infanzia dell’autore, che ha inizialmente tracciato un profilo dell’autore stesso per poi approfondire più in particolare il contesto storico – politico in cui l’opera si inserisce, partendo da una foto di mezzo secolo fa pubblicata alla pagina 26, che ritrae un gruppo di cinque amici a bordo di un treno “littorina”; gli stessi amici presenti sul palco, meno uno, scomparso vent’anni orsono.

L’autore, dopo i ringraziamenti a tutti i presenti e alle Autorità che hanno inteso con la loro presenza dare risalto alla manifestazione, e soprattutto a quanti hanno contribuito alla pubblicazione del libro e all’organizzazione dell’evento, ha illustrato brevemente il suo libro, che va ad aggiungersi alla schiera dei testi che da qualche tempo hanno inteso, a vario titolo, dare visibilità a Poggio Imperiale (Tarranòve), alla sua comunità, alla sua gente e che si prefigge unicamente lo scopo di lasciare traccia del linguaggio e delle espressioni di un tempo che non c’è più, ma che rappresenta un prezioso patrimonio da non disperdere, per fornire soprattutto alle nuove generazioni testimonianza di una tradizione che deve necessariamente sopravvivere, poiché non ci può essere futuro senza memoria.

Il Prof. Alfonso Chiaromonte, che del libro ha redatto anche la “Presentazione”, si è soffermato invece sui particolari aspetti del contenuto dell’opera, sottolineando ed approfondendo la valenza dei detti, motti, proverbi e modi di dire, e del dialetto in particolare.

Il Prof. Chiaromonte è autore di notevoli studi su Poggio Imperiale, con diverse pubblicazioni al suo attivo, tra cui il “Il Dizionario del dialetto di Poggio Imperiale – u tarnuése”.

Infine, l’Avvocato Vittorio Nista ha svolto il proprio intervento sul piano più squisitamente amicale, rinverdendo i tempi della trascorsa giovinezza e tessendo lodi nei riguardi dell’autore, il concittadino Lorenzo Bove, per la sua affermazione professionale al di fuori del proprio paese di origine.

La serata è stata allietata da interventi canori e musicali del Gruppo musicale “Terranova”, con canzoni della tradizione garganica.

Al termine, un Buffet offerto dall’autore con prodotti tipici locali ha concluso la serata.

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