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Ago

Solenne Pontificale dedicato a San Placido Martire, a Poggio Imperiale, nell’Anno Placidiano

Nel tardo pomeriggio di mercoledi 5 Agosto 2015 ha avuto luogo a Poggio Imperiale  la straordinaria e splendida manifestazione di  avvio dei festeggiamenti in onore  di San Placido Martire, nell’ambito delle celebrazioni dell’Anno Placidiano ( 515 – 2015 ), ricorrendo proprio quest’anno  i 1500 anni della nascita del Santo Patrono della nostra cittadina.

I simulacri di San Placido Martire e di San Michele Arcangelo (compatrono di Poggio Imperiale) sono stati trasportati, dalle loro rispettive nicchie della Chiesa Matrice di San Placido Martire, nell’antistante Piazza Principe Imperiale tra una folla osannante di fedeli in preghiera, che hanno partecipato poi alla recita del Santo Rosario e dei Vespri, alla quale è seguita  la solenne celebrazione eucaristica all’aperto, officiata dal parroco Don Luca De Rosa.

Anno Placidiano 1

Durante l’omelia, Don Luca si è detto davvero emozionato e profondamente toccato dall’eccezionale evento, che resterà nella storia come uno degli avvenimenti più importanti della Parrocchia di San Placido Martire di Poggio Imperiale, della quale egli è parroco da 12 anni, invitando nel contempo i numerosi fedeli intervenuti alla manifestazione  ad affidarsi senza alcun timore all’intercessione del Santo Patrono, imitandone la vita nei comportamenti quotidiani.

Il Solenne Pontificale dedicato a San Placido Martire ha raggiunto infine il suo livello più alto con l’intronizzazione dei  due simulacri in Chiesa, accompagnata dai canti sacri e dal suono della banda musicale di San Paolo Civitate che ha fatto da sfondo a tutta la cerimonia, continuando poi con il suo repertorio, in serata, con una interessante esibizione in piazza.

Le statue dei due Santi sono state collocate  nei due “troni” di drappi allestiti per l’occorrenza ai lati dell’altare maggiore della Chiesa e vi resteranno lì esposte alla venerazione dei fedeli per due mesi, fino al 5 Ottobre 2015 prossimo, ricorrenza della Festa Patronale di San Placido Martire, che quest’anno verrà vissuta con particolare intensità.

Anno Placidiano 2

I ringraziamenti di rito del parroco alle autorità civili e militari presenti e a quanti hanno collaborato per la buona riuscita della manifestazione.

Ma, già nei giorni precedenti all’evento, si respirava in Chiesa un’atmosfera di grandi preparativi.

Dalla pagina facebook del Comitato Festa Patronale San Placido di Poggio Imperiale del 04/08/2015 (https://www.facebook.com/pages/Comitato-festa-patronale-San-Placido-Poggio-Imperiale/286590268197872):

“È emozionante vedere quasi tutta la comunità impegnata nella realizzazione dell’addobbo della chiesa madre, chi dedicandosi completamente, anima e corpo, lavorando in chiesa da mattina a notte inoltrata, chi anche solo per un ora, ma non importa, perché tutti, in questi giorni si sentono partecipi, tutti cercano di dare una mano, chi in un modo chi in un altro. Questo forse è uno dei miracoli più belli di San Placido. Una comunità che si stringe intorno ai suoi patroni, che ritrova il suo senso di fraternità, di comunità, gesto antico ma che si ripete ogni anno, per mantenere vive le nostre tradizioni. Dimentichiamo tutti i vecchi rancori e uniamoci fraternamente intorno a San Placido e San Michele, in questo anno speciale. Ci vediamo tutti domani alle 18.45 in piazza Imperiale per l’uscita dei santi e la solenne celebrazione eucaristica in piazza e per ammirare lo spettacolare addobbo nella chiesa. Non mancate!!!”

Ma anche e soprattutto a Messina, in Sicilia, la figura di San Placido Martire sta vivendo il suo momento di massimo splendore, essendo colà conservate le sue reliquie presso la Chiesa di San Giovanni di Malta. Sin dal 20 Marzo 2015 si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell’Anno Placidiano, i cui dettagli sono stati illustrati da Mons. Angelo Oteri, Rettore della medesima Chiesa di San Giovanni di Malta e dal Dott. Marco Grassi portavoce del Comitato Anno Placidiano. Nell’ambito della programmazione prevista,  sabato 18 Luglio 2015 hanno avuto inizio i diversi appuntamenti speciali nella piccola ma antica Chiesa di San Giovanni di Malta, che si sono conclusi lo scorso 4 Agosto con il trasferimento  dell’Urna Reliquiaria di San Placido nella Basilica Cattedrale di Messina per la sua esposizione straordinaria, che si protrarrà per un intero anno, fino al 4 Agosto del 2016; un Anno Gubilare per far riscoprire e onorare il grande monaco benedettino, tra i primi discepoli di San Benedetto, in occasione del 1500° anniversario della sua nascita.

Nell’Urna Reliquiaria, celati da una statua in cera del Martire, sono custoditi i suoi resti ossei.

Placido nacque a Roma nel 515, dalla nobile ed antica famiglia degli Anicii, da Tertullo e dalla messinese Faustina. Primo di quattro fratelli, fu introdotto in tenera età, insieme a Mauro, nel cenobio di Subiaco ove  Benedetto da Norcia aveva iniziato la sua opera monastica. La tradizione vuole che Placido, ormai formato ed ordinato Abate, fosse inviato a Messina a fondare il primo monastero benedettino di Sicilia. In riva allo Stretto, subirà il martirio il 5 Ottobre del 541 insieme alla sorella Flavia, ai fratelli Eutichio e Vittorino e a circa trenta monaci, che, insieme con lui, abitavano il monastero di San Giovanni, alla foce del torrente Boccetta. Il culto a San Placido e Compagni Martiri ebbe un suo rinnovato fervore con il ritrovamento a Messina delle loro reliquie, il 4 Agosto 1588, in occasione di lavori di restauro intrapresi dall’Ordine di Malta alla Chiesa di San Giovanni di Malta, ove ancora oggi si conservano. La sentita devozione al Martire, autorizzata da apposita Bolla di Sisto V, fu costantemente sostenuta e difesa per secoli dal Sovrano Militare Ordine di Malta, dal Senato di Messina e dall’Arciconfraternita di San Placido (Cfr. http://www.messinaweb.eu/homepage/).

San Placido Martire è il patrono di Poggio Imperiale e il nostro concittadino Prof. Alfonso Chiaromonte, studioso – unitamente ad altri insigni concittadini – della storia, delle origini e delle tradizioni del nostro territorio, ha dedicato al Santo il suo libro “San Placido Martire patrono di Poggio Imperiale” – Edizioni del Poggio, 2008; un’opera molto interessante che mette in luce aspetti della vita, del martirio e del culto del Santo, venerato non solo a Poggio Imperiale ma anche in Sicilia, a Messina, a Biancavilla (Catania) e a Castel di Lucio (Messina) , oltre che a Montecarotto, nelle Marche, tra Senigallia e Jesi, e a San Benedetto Belbo in provincia di Cuneo, un borgo delle Langhe, in Piemonte.

Copertina libro SPlacido di A Chiaromonte

Ma, evidentemente, statue, effigi e simulacri del Santo sono presenti in tante altre Chiese sia in Italia che in giro per il mondo.

Ne ho scoperta una,  nell’interno del Santuario di Vicoforte, in provincia di Cuneo, e non escludo che proprio la vicinanza dell’insediamento benedettino di San Benedetto Belbo abbia potuto influenzare la scelta di realizzare a suo tempo, nell’ambito del Santuario, fra le tante belle cappelle, anche una dedicata a San Benedetto, nell’interno della quale è presente una statua di San Placido Martire.

Il collegamento con San Benedetto sicuramente è dovuto al fatto che Placido venne da fanciullo affidato dal padre proprio a questi, perché fosse istruito nelle varie discipline e soprattutto perché fosse guidato nella via delle virtù e della perfezione cristiana, alla stessa stregua dell’altro martire Mauro, che salvò peraltro Placido dall’annegamento in un fiume (o lago) mentre attingeva l’acqua per Benedetto.

Quindi i martiri Placido e Mauro sono raffigurati insieme nella cappella di San Benedetto, il loro maestro (Cfr. “San Placido Martire anche nel Santuario di Vicoforte nel cuneese”, nel mio Sito/Blog www.paginedipoggio.com).

Alfonso Chiaromonte approfondisce e ci riferisce, nel suo libro, aspetti noti ma anche meno conosciuti, se non addirittura controversi,  riguardo all’ individuazione della figura di San Placido.

Egli riporta, ad esempio, « qualche accenno alla storia che sta incuriosendo gli studiosi di questo secolo. Essi, infatti, parlano di San Placido non come di uno, ma di due personaggi, fusi da un monaco benedettino, Pietro Diacono, agiografo del XII secolo.

Pietro Diacono, bibliotecario e archivista del monastero di Montecassino, fu lo storico del XII secolo dei benedettini, e scrisse, tra le altre cose, la vita e il martirio di san Placido e compagni. Attribuì quella tradizione alla Chiesa greca, che avrebbe creato un testo greco del martire monastico Placido, la cui fonte immediata fu un suo compagno, Gordiano. Questi lo aveva accompagnato in Sicilia, e, durante l’assalto dei pirati al monastero, fuggito dalla persecuzione, fu raccolto, come racconta, da mercanti napoletani, che lo portarono a Costantinopoli. La base del suo racconto è costituita da Atti greci di martiri. In quel tempo non si poteva pretendere il rigore metodologico di uno storico del duemila ed è proprio per questo motivo che si sono creati, come vedremo nel testo, dei dubbi sull’autenticità dei suoi scritti agiografici.

Secondo la ricerca storica e le più attendibili ricostruzioni storiografiche, San Placido sarebbe non uno, ma due personaggi storici. Lo riferisce il prof. Angelo Sindoni, ordinario di storia moderna all’università di Messina : “È sicuramente attestato un Placido discepolo diretto di S. Benedetto forse a partire dal 522. Abbastanza presto, nella tradizione benedettina, questo Placido fu venerato tra i confessori (e non tra i martiri), assieme all’altro discepolo San Mauro, come hanno dimostrato anche gli studi del prof. Réginald Grégoire” .

Per dare, invece, più significato alla vita e al martirio di San Placido, gli studiosi parlano di un altro Placido, martirizzato nell’isola probabilmente durante la persecuzione di Diocleziano (303-313 d.C.) e venerato il 5 ottobre, che comparve nell’antico martirologio siciliano.

Con il passar degli anni, a partire dall’ambiente cassinese, e, secondo la ricostruzione fatta da Pietro Diacono, i due personaggi vennero unificati in uno solo. Fu da questa unificazione che oggi si venera San Placido M., monaco benedettino.

Al di là di ogni dissertazione storica, poco importa se San Placido è il famoso discepolo di San Benedetto o un Santo martire siciliano. Noi sicuramente, come i siciliani, tifiamo per San Placido martire, perché da sempre abbiamo venerato il Santo martire. Quello che conta è che abbiamo come Patrono un Santo che deve essere il nostro punto di riferimento, la nostra guida, il nostro sostegno e conforto »  (Cfr  “Prefazione” di Alfonso Chiaromonte, opera citata).

La Chiesa Matrice di Poggio Imperiale è dedicata a San Placido in omaggio al Principe Placido Imperiale fondatore del paese.

E fu lo stesso Principe Placido Imperiale, persona molto influente alla Corte di Napoli, a commissionare e donare, nella seconda metà del settecento, una tela rappresentante San Placido, per testimoniare la sua devozione al Santo e trasmettere il culto ai suoi coloni.

L’opera venne commissionata personalmente a Francesco De Mura che già lavorava all’Annunziatella a Napoli. La tela, di inestimabile valore, è stata recentemente restaurata e raffigura San Placido in ginocchio che prega la Madonna con Gesù Bambino in braccio mentre, dal basso, un putto gli offre un ostensorio.

Nella Chiesa Matrice di Poggio Imperiale vi è dunque una delle più belle tele di arte barocca della Capitanata di notevole importanza artistica ed economica (Cfr.  “A proposito di San Placido Martire”, nel mio Sito/Blog www.paginedipoggio.com).

Un affresco raffigurante San Placido Martire, è presente anche a Milano.

In una delle cappelle laterali, dette “Cappelle con paesaggi”, dislocate lungo i muri perimetrali della Chiesa claustrale (o Aule delle Monache) in San Maurizio al Monastero Maggiore – la stupenda Chiesa ubicata nel centralissimo Corso Magenta di Milano – è possibile ammirare, tra l’altro, anche degli affreschi riportanti l’effige di San Placido Martire.

Sulla parte sinistra della lunetta della Cappella è presente San Mauro con San Placido inginocchiato e su quella destra San Benedetto.

L’affresco viene attribuito ad un “pittore lombardo” del II decennio del XVI secolo.

Placido fu, con Mauro, il più docile discepolo del grande San Benedetto, il quale li ebbe entrambi cari come figli.

Dei due, Placido era forse il più giovane: poco più che un fanciullo, quando venne posto sotto la paterna guida dell’Abate San Benedetto. Per questo, San Placido viene considerato quale patrono dei novizi, cioè dei giovani che si preparano alla professione religiosa nei monasteri benedettini.

A Placido, oltre che a Mauro, è attribuito un celebre episodio miracoloso narrato da San Gregorio Magno nei suoi Dialoghi. Mentre Benedetto era nella sua cella, un giorno, il giovane Placido si recò ad attingere acqua nel lago. Perse l’equilibrio e cadde nella corrente, che subito lo trascinò lontano dalla riva.

L’Abate, nella cella, conobbe per rivelazione l’accaduto. Chiamò Mauro e gli disse di correre in soccorso del confratello. Ricevuta la benedizione, Mauro si affrettò ad obbedire: valicò la riva, e seguitò a correre sull’acqua, fino a raggiungere Placido. Afferratolo, lo riportò a riva, e soltanto giungendo sulla terra asciutta, voltosi indietro, si accorse di aver camminato sull’acqua, come San Pietro sul lago di Tiberiade.

L’episodio ebbe un seguito ancor più commovente, perché San Benedetto attribuì il prodigio al merito dell’obbedienza di Mauro, mentre il discepolo lo attribuiva ai meriti dell’Abate. Il giudizio venne rimesso a Placido, il quale disse: ” Quando venivo tratto dall’acqua, vedevo sopra il mio capo il mantello dell’Abate, e mi pareva che fosse proprio lui a riportarmi a riva ” (Cfr.” San Placido Martire anche in San Maurizio al Monastero Maggiore di Milano”, nel mio Sito/Blog www.paginedipoggio.com).

Per concludere, riporto – qui di seguito – un mio vecchio articolo risalente al 13 ottobre 2008 e pubblicato sul mio Sito/Blog www.paginedipoggio.com dal titolo: “Un’atmosfera d’altri tempi!”, nel quale  racconto le mie sensazioni in occasione della Festa Patronale di San Placido Martire del 2008, alla quale ho partecipato, dopo tanti anni, con mia moglie.

«In un magnifico scenario di luci scintillanti e di fuochi d’artificio, nelle giornate di domenica 5 e lunedi 6 ottobre [2008] si sono svolti a Poggio Imperiale i festeggiamenti del Santo Patrono San Placido Martire.

Grande la partecipazione popolare alle funzioni religiose, che hanno raggiunto il loro apice con la celebrazione della messa solenne celebrata dal Parroco Don Luca De Rosa alle ore 10,30 di domenica nella Chiesa Matrice, che porta il nome del Santo Patrono e per l’occasione addobbata a festa, alla quale è poi seguita la processione dei simulacri di San Placido Martire e di San Michele Arcangelo per le vie del paese, accompagnata dalla Banda musicale e dalle autorità civili, militari e religiose, tra canti sacri e preghiere, in un incalzare di fuochi di artificio in onore dei due Santi lungo tutto il percorso, nei vari rioni del paese, con le coperte più belle esposte ai balconi delle case, fra nastri bianchi e rossi ed icone del santo Patrono.

Un’atmosfera davvero magica tra il fumo dei mortaretti e l’odore acre dei fuochi, fino al ritorno dei Santi in Chiesa dopo circa tre ore di processione.

In serata, Concerto Bandistico “Città di Manfredonia” in piazza Imperiale con brani di opera lirica brillantemente interpretati da cantanti di musica classica sotto le luci delle luminarie e della “Cassa Armonica” appositamente allestita.

La serata di lunedi è stata invece dedicata alla musica leggera con un Concerto dei, sempre bravi, “Nuovi Angeli”.

I festeggiamenti si sono conclusi con un entusiasmante spettacolo di fuochi pirotecnici all’interno dello Stadio comunale.

Sensazioni?

Davvero un’atmosfera d’altri tempi! Una dimostrazione di forte attaccamento alle radici e alle tradizioni della propria terra.

Ma quello che più colpisce e che, per certi versi, lascia ben sperare per il futuro, è la folta presenza di giovani e di giovani coppie con relativi bambini.

In un’epoca di diffuso relativismo in cui ci si lascia portare qua e là da qualsiasi vento, vivere la propria cultura significa riscoprire la tradizione che trasmette valori su cui costruire la propria identità.

E, nel mondo moderno, ne abbiamo veramente bisogno!»


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