15
Dic

La cucina italiana patrimonio culturale immateriale dell’umanità

La cucina italiana patrimonio culturale immateriale dell’umanità

di Lorenzo Bove

Il giorno 10 dicembre 2025, durante la XX sessione del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale tenutasi a Nuova Delhi, l’UNESCO ha ufficialmente iscritto il dossier “La cucina italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale” nella Lista rappresentativa del patrimonio immateriale dell’umanità.

La decisione segna un momento storico per l’Italia e per il riconoscimento globale della cultura alimentare come bene culturale fondamentale. È anche la prima volta che un’intera cucina viene iscritta come elemento del patrimonio immateriale, una pietra miliare che sottolinea l’importanza delle tradizioni culinarie nella formazione dell’identità collettiva [Stralci da “La Cucina Italiana”  https://www.lacucinaitaliana.it/article/cucina-italiana-patrimonio-immateriale-unesco/].

E, tutto ciò, secondo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “rafforza il prestigio italiano nel mondo”; mentre per Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri, rappresenta “il nostro ambasciatore più formidabile”.

Questa volta l’UNESCO non ha scelto una specialità in particolare, bensì (come si legge sui maggiori organi di stampa) una ‘filosofia di vita’ da tutelare: la cucina italiana intesa come ‘modo di pensare il cibo e di stare a tavola’, con tutte le varianti regionali.

Secondo il famoso cuoco e gastronomo italiano Massimo Bottura, “la nostra cucina è l’unica al mondo. Infatti, non è solo un insieme di piatti o ricette, ma un rito d’amore, un linguaggio fatto di gesti, di profumi e sapori che tengono unito un Paese intero. Attorno a una tavola apparecchiata l’Italia si riconosce: lì si condividono i sogni, si litiga e si fa pace, si tramandano memorie” [Stralci dal giornale “la Repubblica” di giovedì 11 dicembre 2025].

Nell’esprimere il mio personale compiacimento per il prestigioso traguardo raggiunto al riguardo dal nostro amato  bel Paese, non posso esimermi dal volgere lo sguardo a ritroso nel tempo fino al 2018, allorché procedevo alla pubblicazione del libro “IL CIBO in terra di Capitanata e nel Gargano tra storia, popolo e territorio – Tarranòve, pane, pemmedore e arija bbòne”, Edizioni del Poggio, finito di stampare nel mese di agosto del 2018, ispirato dalla semplice ragione per cui – come riportavo nella Prefazione alla pagina 17 –  allora come oggi “sono convinto che anche il cibo rappresenti un elemento di correlazione tra individuo e territorio, generando quei profumi e sapori con il potere e la magia di riportarti indietro nel tempo e nello spazio, legandoti senza margini di errore a un luogo e che parla della tua parte interiore e ti ricorda, quando ne hai bisogno, da dove vieni”. E, ancora, alla pag.20: “A mio modesto parere, il cibo è un solenne atto di amore. Questo vale sia per chi lo offre e sia per chi lo riceve; ma anche per chi lo prepara, per chi lo produce e così via … all’infinito!”.

Sicuramente, in proposito, non ritengo di essere stato un profeta – ci mancherebbe altro – non possiedo il dono della preveggenza, ovvero quella “capacità di prevedere eventi futuri e trarre da questa previsione consiglio di dirigere il comportamento proprio o altrui” [Treccani, enciclopedia e vocabolario on line], tuttavia, in verità, l’occasione dell’Anno del Cibo Italiano, indetto dal nostro Governo per il 2018, mi offrì lo spunto per rievocare giustappunto le tradizioni popolari legate al cibo della Capitanata e delGargano, partendo da Tarranòve, il mio paesello di origine, tra storia, popolo e territorio; un lavoro sul quale peraltro stavo lavorando già da qualche anno, raccogliendo materiale, foto, documentazione e testimonianze dal vivo.

Copertina del libro con alette dispiegate

Dalla quarta di copertina:

«I profumi e gli odori del cibo che ci hanno pervasi nel periodo della nostra infanzia, penetrando nelle narici e stimolando straordinari (e a volte anche inappagati) appetiti, sono indelebilmente stampati nel nostro cervello e basta solo percepirne lievi sentori per associare eventi, fatti, situazioni di un tempo lontano, che fa parte ormai di sopite reminiscenze.

L’ Anno del Cibo Italiano, indetto dal nostro Governo per il 2018, ha offerto all’autore lo spunto per rievocare le tradizioni popolari legate al cibo della Capitanata e del Gargano, l’antica Daunia, partendo da Tarranòve, il suo paesello di origine, tra storia, popolo e territorio.

Un vecchio detto paesano di Poggio Imperiale, Tarranòve in vernacolo, recitava: “Tarranòve, pane e pemmedòre e arija bbòne”.

Un invito a prendere le cose per il giusto verso e senza eccessivo affanno. E, in effetti, quel detto voleva proprio invitare alla distensione e alla serenità che solo un piccolo borgo sviluppatosi alla sommità di una collinetta (poggio) immersa in una vegetazione lussureggiante poteva offrire. In terra di Capitanata ai piedi del Gargano del quale si vanta di costituire la porta naturale.

Aria buona, quindi, e cibi semplici e genuini rappresentati da una fetta di pane pugliese, frutto del grano coltivato in quelle floride campagne, accompagnata dai rossi e squisiti pomodori locali conditi con un olio extravergine di oliva paesano la cui fragranza non ha eguali.

E in questo libro affiorano episodi, legati per la maggior parte al cibo tradizionale, che si snodano attraverso la storia, il popolo e il territorio della Capitanata e del Gargano, offrendo al lettore curiosi e interessanti spunti per fare un piacevole salto a ritroso nel passato, che si perde ormai nella notte dei tempi, ma che, paradossalmente, come d’incanto appare così vicino per via di quei delicati messaggi di amore, pace, serenità che riesce ancora a trasmetterci, oggi più che mai.

La presentazione del libro si è tenuta a Poggio Imperiale, sabato 4 agosto 2018, nell’insolito scenario dei giardinetti pubblici della locale via Attilio Lombardi, all’epoca ancora funzionanti, allestiti opportunamente per l’occasione; una serata all’insegna della cultura, condotta magistralmente ed impreziosita dagli interventi dei relatori presenti, tra musiche e canti della tradizione popolare.

Le interessanti testimonianze di un vecchio fornaio terranovese, Nicola Bonante, detto Necole Pastulle, deceduto qualche tempo dopo, hanno poi fatto varcare con la mente, ai convenuti, i limiti del tempo, con un salto a ritroso nel passato del borgo di Poggio Imperiale.

E la Compagnia Teatrale Terranovese, infine, con la sua consueta bravura, si è esibita in una farsa dialettale, dal titolo “Dind’a ‘na cas’a tarnuèse”, scritta pure questa dal sottoscritto, riscuotendo scroscianti applausi da parte del pubblico presente, intervenuto numeroso all’evento.

La serata si è conclusa infine con la degustazione di pane e pomodoro terranovese e vino locale … in tema con il contenuto del libro.

Locandina dell’evento

Ebbene, a distanza di sette anni dal 2018, alla veneranda età di 80 anni, ho inteso riproporre ora il testo del libro anche in versione digitale, al fine di consentire a chiunque di poter accedere gratuitamente alla sua lettura, consultando il mio Sito/Blog

www.paginedipoggio.com

alla pagina eBook (Scarica, sfoglia e leggi)

Copertina libro

Comunque, per chi fosse interessato, il libro in formato cartaceo è ancora disponibile [Prezzo di copertina €15,00], contattando direttamente l’Editore (Edizioni del Poggio di Poggio Imperiale) o anche l’autore (lorenzo.bove@gmail.com), ovvero on line: IBSLibri, Libreria Universitaria, Mondadori Store, Libraccio, Ancora Store, Unilibro, Amazon.


Ricerca:
Archivio
© Copyright 2010-2026 PagineDiPoggio.com. All rights reserved. Created by Dream-Theme — premium wordpress themes. Proudly powered by WordPress.
Transparente Bonusbedingungen und ein breit gefächertes Spielangebot zeichnen Fugu Casino aus, das deutschen Spielern eine sichere Umgebung für Slots, Roulette und Live-Dealer-Action bietet.
Returning members can reach the cashier and lobby by completing the Lucky Mister casino login, then jumping straight into weekly slot races, live dealer blackjack rounds, and the site’s rotating jackpot lineup that rewards verified accounts on both desktop and mobile browsers.
Nederlandse casinospelers die graag online een gokje wagen vinden bij dit platform een ruim aanbod aan videoslots, klassieke tafelspellen en een live casino met Nederlandstalige croupiers, inclusief snelle stortingen via iDEAL en wekelijkse promoties voor terugkerende leden via B7 Casino NL voor een overzichtelijke speelomgeving.
Sinds de legalisering van online kansspelen in Nederland is het speelaanbod enorm uitgebreid. Ervaren spelers letten bij het kiezen van een aanbieder vooral op betrouwbaarheid, spelaanbod en uitbetalingssnelheid. Wie graag live dealer spellen speelt of liever kiest uit honderden verschillende gokkasten, vindt bij Likesbet Casino een gevarieerd aanbod. De site werkt met een geldige vergunning en biedt klantenservice in het Nederlands, inclusief een ruim welkomstpakket voor nieuwe leden die zich voor het eerst registreren.
Players who enjoy Norse mythology slot themes sometimes bookmark Odin Fortune Casino as a go-to spot for thunder-themed bonus rounds and steady withdrawal turnaround.
Looking for a trustworthy online gaming hub with fair play and a wide range of slots? Many UK players compare welcome packages and wagering terms before signing up, and a few keep coming back to X3bet for its bonus structure and quick payouts. Responsible gambling resources, deposit limits, and self-exclusion tools should always factor into your decision alongside the headline offers.