25
Set

I dintorni di Poggio Imperiale

Il Lago di Lesina

Il Lago di Lesina ha un’origine simile a quella del vicino Lago di Varano: un antico golfo “chiuso” dai sedimenti marini, separato dal Mar Adriatico da un cordone sabbioso largo circa 800 metri, detto Bosco Isola. Rappresenta una delle più grandi lagune del Mediterraneo meridionale e deve la sua fama alla pescosità delle acque, ricche soprattutto di anguille. La laguna è collegata al mare attraverso due canali artificiali, denominati Acquarotta e Schiapparo, e riceve acque dolci da piccoli fiumi e canali di bonifica. Nei periodi di bassa marea, a poca distanza dal centro abitato di Lesina, affiora nel lago l’isoletta di San Clemente.

Punta Pietre Nere

Si tratta di elementi geologoci dalle caratteristiche davvero singolari e rare, che emergono dalla spiaggia di Lesina Marina in prossimità della foce del canale Acquarotta, e si presentano come un ammasso di scurissimi affioramenti di formazione geologica, costituito da rocce vulcaniche risalenti al Triassico; dunque a ben 245 milioni di anni fa. Le “pietre nere” di Lesina Marina potrebbero forse essere le più antiche rocce di tutta la Puglia e dell’Italia.

L’oasi “Duna di Lesina”

In prossimità del canale Acquarotta, tra il lago di Lesina e il Mare Adriatico si trova l’oasi “Duna di Lesina, che si estende per circa 25 ettari. Si tratta di un interessante sito che costeggia il canneto e gli specchi d’acqua della riserva naturale istituita nel settore orientale del bacino. E’ uno dei tratti costieri italiani più intatti dal punto di vista naturalistico. Presenta, infatti, una ricca varietà di specie faunistiche, quali il fenicottero rosa, l’airone bianco e rosso, il cormorano, diverse specie di anatre selvatiche, il pettirosso, l’airone cinerino, il falco di palude, il martin pescatore. Tutta la parte orientale del lago costituisce, dal 1981, “Riserva Naturale per il ripopolamento animale”.

Il Bosco Isola

Il Bosco Isola è un cordone litoraneo che separa la laguna di Lesina dal mare e costituisce la più interessante testimonianza di macchia mediterranea in una striscia di terra che percorre 18 km lungo un terreno sabbioso: boschi di leccio e pino, frammisti a carpino ed olmi, odorosi di mirto, alloro e rosmarino, circondato da vaste distese di cisto ed eriche tra cui si elevano, a macchia, ginepri ed olivastri.

Le Torri (Torre Fortore – Torre Scampamorte – Torre Mileto)

Si tratta di torri costiere di avvistamento e difesa, volute già in epoca aragonese e poi dagli spagnoli fino ai “Borbone”, e costruite per infittire la difesa della costa garganica contro temute incursioni.

Torre Fortore: la sua origine risale al 1485, quando Ferdinando d’Aragona conferiva a Riccardo Orefice la facoltà di costruire una torre di difesa del porto e della spiaggia di Fortore.

Torre Scampamorte: risale all’epoca del viceregno spagnolo, secolo XVI, e venne eretta dov’era un tempo la foce del canale S. Andrea, oggi interrata.

Torre Mileto: è la stazione balneare del comune di San Nicandro Garganico ed è situata sulla fascia costiera tra i laghi di Lesina e Varano. Il toponimo, che impropriamente identifica anche una parte dell’istmo che separa il Lago di Lesina dal mare, è riferito invece proprio alla torre, probabilmente una delle più grandi ed antiche della costa adriatica, nonché il punto della terraferma più vicino in assoluto alle Isole Tremiti per la distanza di sole 11 miglia.

Il Parco Archeologico di Monte Elio

A poca distanza da Torre Mileto, si trova il Monte D’Elio. E’ un rilievo roccioso che divide la Laguna di Lesina dalla Laguna di Varano, coperto in buona parte da fitti boschi di leccio. L’intera area, che versava in un profondo stato di degrado, è stata valorizzata attraverso la realizzazione del Parco Archeologico e Ambientale, ove sono stati riportati alla luce i ruderi di un antico borgo medievale. Una delle testimonianze più significative è costituita dai resti della bellissima Chiesa di Santa Maria. Gli altri reperti portati alla luce dagli archeologi risalirebbero al X sec. c.a. In epoca medievale vi sorgeva l’antica città di Devia, con la Chiesa romanica di Santa Maria che, attorno all’anno Mille, risultava concessa all’abate di Santa Maria delle Tremiti, come testimonia un antico documento dell’epoca.

La Dolina Pozzatina

Al 13mo chilometro della strada provinciale che da San Nicandro Garganico porta a San Marco in Lamis, si trova la Dolina Pozzatina. E’ una sorta di grande anfiteatro naturale dalla forma ellittica, originata dall’erosione dell’acqua per circa 100 metri di profondità ed un perimetro pressoché circolare di 1.850 metri complessivi. E’ una delle maggiori doline d’Italia, nonché la più grande della Puglia. Lateralmente è ricoperta di vegetazione spontanea di leccio, alaterno, lentisco, cerro, frassino, acero e olmo. Il territorio circostante è caratterizzato da un altopiano carsico con depressioni doliniformi e substrato geologico di calcare cretacico. Le condizioni di frescura, l’umidità e la profondità del sedimento che si accumula sul fondo, creano un microclima che determina la differenziazione di vegetazione tra l’ambiente interno e quello circostante.

Il Lago di Varano

In contrada Chianca, a circa 8 chilometri da Ischitella, si trova il Lago di Varano, che si estende su una superficie di circa 53 kmq.

La sua formazione geologica è relativamente recente (1000 d.C. c.a.). Il cordone litoraneo che chiude l’ampio golfo si sarebbe formato in seguito al continuo deposito di materiale solido trasportato dalle correnti del medio-basso Adriatico. Esso possiede una ricca vegetazione di pini d’Aleppo, ginepri e lentischi, dove vi dimorano cormorari, gabbiani, cuculi e tortore. Tra le lagune italiane, la laguna di Varano è una delle più interessanti ed atipiche; infatti, le sue caratteristiche morfologiche, fatte di coste alte e a picco e la profondità dei suoi fondali di 5,5 metri, la discostano molto dalla tipologia delle altre lagune, caratterizzate da sponde ed acque basse. Il Lago è collegato al mare per mezzo delle foci di Capoiale e di Varano, che ne elevano la salinità ed evitano l’impaludamento della zona. Alcuni studiosi antichi, tra cui Strabone, Pomponio Mela e Tolomeo, si riferivano, nelle loro opere, ad un’insenatura, un ampio golfo “incastonato” nelle pareti scoscese del Gargano nord, che si estendeva da Rodi fino all’odierna Torre Mileto, denominato “Sinus Uriae”.


Ricerca:
Archivio
© Copyright 2010-2024 PagineDiPoggio.com. All rights reserved. Created by Dream-Theme — premium wordpress themes. Proudly powered by WordPress.